La riforma del catasto arriva in Parlamento, si materializza la patrimoniale sulla casa

giovedì 28 Ottobre 9:30 - di Mia Fenice
riforma del catasto

Con la riforma del catasto c’è ben poco da stare tranquilli. All’orizzonte si allunga minacciosa per gli italiani l’ombra di una stangata fiscale che ha le caratteristiche di una vera e propria patrimoniale. È il disegno di legge che contiene la delega al governo per la riforma delle imposte dirette e indirette e per la revisione degli strumenti di mappatura degli immobili e la revisione del catasto dei fabbricati. Ovvero la delega fiscale. Il documento che elenca gli obiettivi da raggiungere entro il 2026 è arrivato in Parlamento e ora verrà assegnato alle commissioni competenti. Ma il Parlamento ha pochi margini di manovra. Il provvedimento contiene dieci articoli.

Riforma del catasto, Meloni: «No alla patrimoniale occulta sulla casa»

A dire “no” e a parlare di una «patrimoniale occulta sulla casa, alla quale sta tramando il “Governo dei migliori» era stata a settembre la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «L’aggiornamento delle rendite catastali – aveva scritto su Fb – di cui si parla sempre più insistentemente, rischia di diventare per gli italiani una tassa carissima e inaccettabile tanto più in questo momento di terribile crisi economica». La leader di FdI aveva poi sottolineato: «Cosa significa in concreto rivedere le rendite? Significa aumentare considerevolmente il valore presunto dell’immobile e quindi l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale, l’imposta di successione e l’Imu».

Riforma del catasto, l’articolo 6 della legge delega

Parole che trovano conferma. Come riporta La Verità a preoccupare è l’articolo 6, “Modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili e revisione del catasto dei fabbricati”. In particolare – scrive il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – si legge nel testo, si prevede «la integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati, in tutto il territorio nazionale, da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026». Il catasto dovrà «attribuire a ciascuna unità immobiliare, oltre alla rendita catastale, secondo la normativa vigente, anche il relativo valore patrimoniale e una rendita annualizzata in base ai valori normali espressi dal mercato». Inoltre, la legge contiene «la previsione di meccanismi di adeguamento periodico dei valori patrimoniali e delle rendite delle unità immobiliari urbane, in relazione alla modificazione delle condizioni del mercato di riferimento».

Il valore catastale degli immobili

Che cosa significa? «Il gioco è fatto – scrive La Verità – si introduce la possibilità per l’Erario di non tener più conto, quando si tratta di valutare il reddito dei cittadini, del valore catastale degli immobili, ma si potrà invece calcolare tale reddito, con tutte le imposte a esso collegate, sul valore di mercato. Una volta completato l’aggiornamento del catasto ad esempio, l’Imu potrà essere applicata direttamente al valore patrimoniale della casa, del fabbricato o del terreno».

Come aumentano le imposte

In sostanza vedremo innalzare le imposte di registro, ipotecarie e tutte le imposte catastali, «poiché l’Imu diventerà una vera e propria patrimoniale da pagare ogni anno». Un quadro tutt’altro che rassicurante. «Il valore di mercato delle nostre case verrà calcolato 0 scrive ancora il quotidiano – incrociando una serie di banche dati, dalla zona in cui si trova l’immobile a eventuali lavori di ristrutturazione effettuati, dalla eventuale riqualificazione degli spazi comuni e quella delle strade circostanti, e naturalmente dai prezzi degli immobili della stessa zona venduti e acquistati. Non solo: anche l’aver usufruito del bonus per il rifacimento delle facciate potrà rientrare nei parametri in base ai quali l’erario calcolerà il valore di mercato degli immobili, per poi castigare gli italiani con la patrimoniale mascherata».

Confedilizia: «L’urgenza non è la riforma del catasto ma la riduzione dell’Imu»

Una riforma che preoccupa anche Confedilizia. «Se c’è un’urgenza, quella non è la riforma del catasto, che ha già creato un effetto depressivo sul mercato immobiliare, ma la riduzione della patrimoniale sugli immobili, l’Imu», scrive in una nota Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia. «Al suo interno – ricorda – c’è la revisione del catasto, che proprio il Parlamento aveva escluso dal documento di indirizzo approvato lo scorso 30 giugno, sul quale l’esecutivo si era impegnato, anche nella Nadef licenziata pochi giorni fa, a fondare il proprio testo».

Quanto ha pesato l’Imu

Quanto all’Imu, ribadisce il presidente dell’associazione, «nei suoi dieci anni di vita ha pesato per 230 miliardi di euro su famiglie e imprese, determinando una caduta progressiva del valore del risparmio che tanti italiani avevano investito, così ripagati, nel loro Paese». Mentre «per quanto riguarda la delega, siamo interessati anche a sapere quale sarà il futuro della tassazione dei redditi da locazione: la priorità, vista la drammatica crisi del commercio, sarebbe l’estensione agli affitti non abitativi della cedolare secca vigente per il residenziale, ma anche in questo campo si registrano spinte di ben diversa natura».

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