Riforma del catasto, tempi duri per i proprietari di case: quanto aumenterebbero Imu e Isee

sabato 18 Settembre 16:56 - di Francesco Severini
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La riforma del catasto, già saltata nel 2015, torna a materializzarsi con il Recovery Plan. Le conseguenze sono evidenti a tutti e rischierebbero di frenare la ripresa che lo stesso governo si attende. Se si rivalutano le rendite catastali non solo infatti aumenterà l’Imu sulle seconde case del 128% ma vi sarebbe un impatto anche sull’Isee.

La riforma del catasto per aggiornare le rendite

Ecco su quali cardini poggerebbe la riforma, secondo la ricostruzione di Repubblica: “I principi ispiratori sarebbero tre. Primo, la rivalutazione dei valori catastali con il passaggio dalle rendite ai valori medi di mercato, ottenuti applicando un algoritmo ai valori Omi, i valori calcolati ogni sei mesi dall’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia delle Entrate. Secondo, passare dai vani ai metri quadri per determinare il valore dell’immobile. Terzo, semplificare le categorie catastali: non più A1, A2, A3, A4 (signorile, civile, economico, popolare), ma solo O e S, immobili ordinari e speciali come i pubblici e commerciali”.

Quanto aumenterebbe l’Imu secondo una proiezione della Uil

Secondo la Uil la riforma del catasto farebbe volare l’Imu. A Roma si passerebbe da 2 mila a 5.640 euro all’anno (+183%), a Trento da 700 a 1.300 euro (+189%), a Milano da 1.800 a 4 mila euro (+123%).

E anche chi non possiede una seconda casa subirebbe l’effetto dell’aumento per via dell’Isee. “Rivedere gli estimi gonfierebbe l’Isee di 75 mila euro medi (+318%), calcola la Uil: quattro volte tanto, con punte di 7 volte a Palermo e 6 a Catanzaro. Molte persone perderebbero agevolazioni come sconti sulle mense scolastiche, rette degli asili nido, tasse universitarie, bonus affitti, bonus bollette, rette delle Rsa, le residenze sanitarie assistite”.

FdI dice no alla riforma del catasto: basta tasse sulla casa

Fratelli d’Italia dice no a una revisione del catasto nell’ambito della ipotizzata riforma fiscale, perché rappresenterebbe – sottolinea il deputato Tommaso Foti – “un’iniziativa priva di ragione alcuna, poiché fatalmente destinata a trasferire, e in modo pesante, la tassazione su un settore, quello immobiliare, già tartassato da patrimoniali e iniqui balzelli”.

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