Veleno via social tra Martelli e Calenda. “Sei un cafone scodinzolante”. “Avete distrutto l’Italia”

9 Feb 2022 15:54 - di Sara De Vico

Volano stracci via social tra Carlo Calenda e Claudio Martelli. “Per cominciare, Calenda è un bugiardo, un bugiardo sciocco perché mente senza motivo”. Così l’ex ministro socialista con un lungo post su Facebook contro il leader di Azione. Definito a l’Aria che tira, su La7, “Ercolino faccio tutto io”. Affermazione che non era affatto piaciuta a Calenda che aveva già replicato.

Scintille tra Martelli e Calenda: “bugiardo”, “cafone”

Oggi l’ex ministro della Giustizia del governo Craxi ci torna sopra. “Un anno fa l’ho incontrato due o tre volte”, scrive sui social. “Mi ha chiesto di aderire al suo movimento presentandosi come un liberal socialista garantista interessato al progetto dell’Avanti! Gli dissi ci penserò e dopo averci pensato non l’ho più visto né sentito. Mi ha scritto lo stesso chiedendomi 150 euro per partecipare alla sua cena elettorale. Glieli ho spediti pur di evitare di cenare con lui e altre insistenze”. Ma non basta. Martelli va giù pesante e punge Calenda per i suoi giudizi su Craxi e sui socialisti.

L’ex ministro socialista all’attacco del leader di Azione

“Craxi era un Ercole che però conosceva le buone maniere. E che guidò il governo dei migliori risultati. Calenda non sa nemmeno immaginare quali fossero i rapporti umani nei partiti democratici. È  cresciuto come un cortigiano scodinzolante prima davanti a Montezemolo poi a Renzi”. E ancora in un crescendo velenoso. Ora crede di elevarsi insultando tutti, ma resta il cortigiano cafone che è sempre stato. Chi lo conosce lo evita ma se proprio vuole il resto del carlino io ci sono”.

“L’epoca degli insulti socialisti ai sudditi è finita”

L’rex candidato sindaco di Roma non resta certo il silenzio. “Oggi Claudio Martelli mi dedica un lungo post di insulti”, replica Calenda sempre via Facebook. “Sarebbe una cosa irrilevante, il mondo è pieno di cafoni. E tuttavia in questo caso è utile a ricordarci i lati più deteriori della prima Repubblica, che siamo passati dall’odiare al venerare”. Poi ammette i “tantissimi meriti” del Partito socialista. Ma “il grado di arroganza nell’occupazione del potere, lo sfarzo dello stile di vita a spese del Partito e dello Stato e le tangenti (che Martelli ha confessato di aver ricevuto) hanno distrutto quanto di buono (molto) c’era nelle idee del Psi” E ancora: “Per quanto mi riguarda la storia della leadership del Psi è un monito sugli effetti della hybris e della mancanza di etica. Un saluto a Claudio sperando che capisca che l’epoca in cui i socialisti potevano insultare le persone pretendendo il silenzio dei sudditi è finita da molto tempo“.

 

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