Sanremo, la rivolta sui social contro la classifica: «Ma vi siete bevuti il cervello? Vergognatevi»

giovedì 3 Febbraio 10:04 - di Franco Bianchini
sanremo social

Esplode la rabbia del popolo web, «ma vi siete bevuti il cervello?». La prima classifica generale di Sanremo 2022 ha provocato una reazione incredibile sui social. Una valanga di commenti , proteste su proteste. «Che ci fanno la Rappresentante di Lista e Dargen D’Amico al terzo e quarto posto?». Un verdetto a dir poco discutibile. Peraltro, i più amati dai giovani finiscono dietro, da Irama a Sangiovanni. E Aka7even, che è sempre in vetta da mesi in qualsiasi hit, piomba addirittura in piena zona retrocessione. Ma anche i “classici” sono stati trattati male dalla sala stampa: Iva Zanicchi – che in sala ha avuto la standing ovation – è nella zona bassa.

Sanremo, sui social è “guerra”

«Vergognoso vedere Irama e Fabrizio Moro così indietro», sbotta P. su Instagram. Le pagine di Sanremo sui social sono letteralmente prese d’assalto. «Rettore più meritevole di Irama e di Noemi? Ma erano coscienti ‘sti giornalisti durante le esibizioni?», scrive un altro utente. E ancora: «Chi ha votato non era sobrio, non si può mettere la Rettore settima e la Zanicchi ventesima». «La Rappresentante di Lista terza è uno scandalo. Sta là solo perché fa la comunista e saluta con il pugno chiuso». C’è poi chi protesta per il pessimo trattamento riservato a Michele Bravi.

La rivolta dei giovanissimi

Ma sono soprattutto i giovanissimi a capeggiare la rivolta. Migliaia i commenti a favore di Irama, Aka7even e Sangiovanni. «Nessuno tocchi Aka», «Aka tutta la vita». «Irama merita il primo posto». «Sangio, non te la prendere, ci siamo noi a sostenerti». «Stasera tocca a noi votare, raga… non facciamo scherzi, dobbiamo essere compatti». E qui nasce un altro motivo di polemica. «Come al solito il voto popolare viene “annullato” dalle giurie fantasma. Fanno il mix per far vincere chi vogliono loro». Sospetti e veleni, c’è chi ricorda il caso di Alberto Urso, secondo nel televoto e massacrato dalle giurie («formate dai soliti ignoti»).

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