Il punto del ministro
Crosetto avverte: “Sicurezza a Hormuz anche senza Onu. Putin è sollecitato a usare il nucleare”
+ Seguici su Google Discover«L’Europa farà la sua parte, ha dichiarato che farà la sua parte. Il problema è avere una tregua consolidata e avere la possibilità che le navi vadano lì senza un teatro di guerra, è quello che è il primo passo. Una volta che ci sarà quello, si inizierà a discutere. Continuo a dire che la soluzione che io personalmente, ma tutto il governo italiano e penso anche tutti i governi europei riterrebbero migliore è che l’Onu finalmente possa prendere una decisione e non sia bloccata al Consiglio di Sicurezza da nessuna delle nazioni». A dirlo il ministro della Difesa Guido Crosetto, parlando a margine della presentazione del libro di Carlo Calenda.
Crosetto e la soluzione ideale
Crosetto ha ribadito che la soluzione ideale sarebbe un intervento sotto l’egida dell’Onu. Tuttavia, ha avvertito, il rischio di blocchi al Consiglio di Sicurezza è concreto. “Se l’Onu non decide, una coalizione internazionale di 30, 40 o 50 Paesi può comunque garantire il diritto internazionale”, ha spiegato, sottolineando un approccio pragmatico alla sicurezza globale.
Il ministro non ha escluso quindi un’azione anche senza mandato Onu: “Se devo scegliere tra restare fermi o mettere in sicurezza Hormuz con una missione internazionale, lo faccio anche senza autorizzazione, pur preferendola”.
“Putin considerato troppo tenero, in Russia gli chiedono di usare l’atomica”
Crosetto ha poi lanciato un allarme sulla situazione in Russia, sostenendo che Vladimir Putin sarebbe sotto pressione interna. “È considerato troppo tenero sull’Ucraina: parte del suo entourage gli chiede da anni di usare l’arma nucleare tattica”, ha dichiarato.
Un contesto che, secondo il ministro, dimostra come la deterrenza non sia sempre sufficiente. “Un dittatore non si ferma davanti alle parole, ma quando teme conseguenze reali”, ha detto, richiamando anche le recenti affermazioni di Emmanuel Macron sulla necessità di essere temuti per garantire la libertà.
Infine, Crosetto ha sottolineato come la guerra in Ucraina dimostri i limiti della deterrenza: “Sono quattro anni che la volontà russa non si ferma. Oggi più che mai serve capacità concreta di difesa, non solo dichiarazioni”.