Meloni: «Ho già sentito Berlusconi, Salvini no. Sulla guida del centrodestra decidono gli italiani»

martedì 8 Febbraio 13:38 - di Eleonora Guerra
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Due giorni fa ha sentito Silvio Berlusconi ed è «pure arrivato un invito da Mediaset». Con Matteo Salvini, invece, non si sente da prima del voto per Sergio Mattarella e «non abbiamo incontri previsti». Ma, ha spiegato, «ci chiariremo». Sebbene i rapporti fra i partiti del centrodestra restino complessi, Giorgia Meloni è «fiduciosa» che alle prossime elezioni vinca «una proposta di centrodestra». «Lavoro per questo», ha chiarito, ammettendo che, sì, si candida a guidarla, «ma – ha precisato – questo lo decidono gli italiani».

Meloni: «FdI va molto bene, il resto della coalizione…»

Ospite del direttore de La Stampa Massimo Giannini, a 30 minuti al Massimo, Meloni ha affrontato a tutto tondo i temi dell’attualità, dal caro energia alla crisi in Ucraina, dal Covid al sistema elettorale, molto però l’intervista si è soffermata sui temi prettamente politici che investono il centrodestra. «La destra va bene, FdI molto bene, il resto della coalizione attualmente ha enormi difficoltà, sul piano parlamentare ha dimostrato la sua inconsistenza, nonostante sia maggioranza nel Paese. È il momento di fare chiarezza», ha ribadito la leader di FdI, ricordando alcune delle scelte compiute dagli alleati storici. «Hanno votato la legge elettorale con il Pd, stanno al governo con loro, hanno votato Mattarella del Pd, mi chiedo allora, dov’è il centrodestra», ha sottolineato Meloni.

La telefonata con Berlusconi e l’invito da Mediaset

Quanto allo stato dei rapporti, Meloni ha spiegato che «Berlusconi l’ho sentito un paio di giorni fa, lui dice di vederci e parlare. Salvini non lo sento da prima del voto per il Colle per Mattarella, ma non è un problema personale, è un problema politico, non si possono più scrivere accordi sulla sabbia». Dunque, col Cav pace fatta? «È pure arrivato un invito dalle reti Mediaset», ha rivelato Meloni, che sulla domanda rispetto al tema dell’ingratitudine ha precisato che non c’è «niente da chiarire, è un tema buono per il gossip…». «Tutti devono qualcosa a Berlusconi, lui deve essere contento che io faccia delle scelte non perché gli debba delle cose, ma proprio per scelta», ha precisato la leader di FdI, chiarendo che «non ho un tema di riconoscenza personale, gli sono riconoscente come leader del centrodestra». Berlusconi, ha proseguito Meloni, «ha un ruolo indiscutibile, ha fondato il centrodestra» e per questo aveva appoggiato la sua candidatura al Quirinale.

Il centro? «Tatarella diceva che sembra una zattera»

La prospettiva, dunque, per la leader di FdI deve restare quella bipolare. «Tatarella – ha ricordato – diceva che il centro sembra una zattera che va da destra e sinistra, per rafforzare il polo più debole. Io credo che la politica debba tendere al bipolarismo, che i poli debbano essere forti», mentre «il proporzionale è la norma per turlupinare i voti della gente, per far sopravvivere i partitini, è il pantano».

Meloni: «Draghi sa che le fibrillazioni aumenteranno»

Al Paese, ha ribadito, «serve un governo che abbia forte legittimazione popolare, e mi chiedo se questo ce l’abbia». Oltre tutto, oggi il governo è in una situazione ancora più difficile di ieri e lo sarebbe stato comunque, a prescindere dalla riconferma di Mattarella. «Draghi si rende conto che le fibrillazioni aumenteranno in vista del voto». Un pronostico su quanto ancora durerà il governo? «Spero che non si arrivi al 2023, ma – ha chiarito Meloni – buona parte dei parlamentari spera di sì…»

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