L’Europarlamento ricorda Norma Cossetto. Metsola: «Nella sua morte la tragedia di un popolo»

mercoledì 9 Febbraio 15:20 - di Redazione
Metsola

«I massacri delle Foibe e l’esodo istriano-dalmata nacquero da quello che il presidente Giorgio Napolitano ha descritto nel 2007 come “un movimento di odio e furia sanguinaria”. Il dramma delle foibe è un dramma europeo. Oggi ricordiamo Norma Cossetto, una studentessa italiana, nata il 17 maggio 1920 nel villaggio istriano di Santa Domenica di Visinada. Il suo assassinio è stato emblematico degli orrori delle Foibe». Comincia così il messaggio di saluto della neopresidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, letto da Carlo Fidanza in apertura del convegno per ricordare il massacro delle Foibe.

Il messaggio della presidente Metsola letto da Fidanza

«Il progetto europeo – prosegue – è stato costruito come manifestazione politica del “Mai più“. In risposta agli orrori dei regimi totalitari, con il desiderio di riunire i paesi democratici nella speranza di un futuro migliore. Il progetto – si legge ancora nel messaggio di Metsola – nasceva dall’audace ideale che dalla tragedia si potesse estrarre la forza. Che dalle ceneri della nostra storia comune, potevamo forgiare un destino comune. Un destino in cui i valori di pace, equità, apertura e cooperazione potessero essere instillati in tutti noi. Oggi ricordiamo come il presidente sloveno Borut Pahor e l’italiano Sergio Mattarella stavano mano nella mano, guardando al doloroso passato comune, con la convinzione di guardare insieme a un futuro di pace».

«Continuare a battersi per la verità»

Parole, queste della presidente Metsola, riecheggiate anche nell’intervento di Fidanza. «Continueremo a lavorare – ha detto l’eurodeputato FdI-Ecr e membro del Remembrance Group – affinché la verità storica e la giustizia per le vittime prevalgano sull’oblio e sulla rimozione. E affinché la libertà e la democrazia prevalgano sulla violenza e sul totalitarismo, affinché la pace e il rispetto abbiano la meglio sulla guerra e sull’odio. E, infine, affinché un’Europa di popoli liberi, uniti nella diversità prevalga sull’omologazione e il sano amore per le nostre patrie non lasci spazio al nazionalismo aggressivo».

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