Foibe, inizia la vergogna: sinistra e Anpi contro una locandina che ricorda la tragedia degli italiani

lunedì 31 Gennaio 19:21 - di Alberto Consoli
Foibe

Foibe, si avvicina il Giorno del Ricordo, che porta con sé già una polemica vergognosa sulla locandina realizzata dalla Regione Piemonte per commemorare la tragedia italiana. Si i nizia male. Accade che il ciclo di eventi culturali promossi dall’assessore Marrone di Fratelli d’Italia in occasione del 10 febbraio sia finito sotto accusa. Sotto l’attenzione dei gendarmi della memoria è finita una rappresentazione artistica che ritrae i partigiani titini per ciò che furono: dei mostri. Una modalità che alla sinistra ha fatto storcere il nasino. “Non condivido questo modo di rappresentare il Giorno del Ricordo da parte della Regione Piemonte. Un modo conflittuale, a senso unico, con le stelle rosse armate che cacciano civili perbene terrorizzati. E’ chiaro l’intento di riaccendere polemiche, che ci riportano indietro ad un clima da anni Cinquanta, con i buoni da una parte e i cattivi dall’altra”.  Recita così in una nota sconcertante il  vice presidente del Consiglio regionale Mauro Salizzoni. Che precisa: “Non  sposo posizioni ‘giustificazioniste’, non giustifico niente. Semplicemente vorrei che si raccontassero i fatti dall’una e dall’altra parte, senza rappresentazioni grottesche”.

A sinistra si risentono per un manifesto contro i carnefici di Tito

Purtroppo non c’è nulla di grottesco nella “inumanità” che ha animato i comunisti di Tito ad infierire sui nostri connazionali, gettandoli spesso ancora vivi nelle foibe. Non riusciamo a capire cosa significhi “intento polemico”. A meno che a sinistra  non vogliano dare una versione edulcorata delle atrocità subite da tanti italiani colpevoli di essere solo italiani.  Crimini, terrore, vittime innocenti: come dovrebbero essere rappresentati? E’ tutto surreale. Sentire parlare di manipolazioni (proprio loro), sentire i risentimenti della sinistra “per i partigiani di Tito rappresentati come mostruosi giganti neri”, fa orrore. Il manifesto promozionale della Regione Piemonte vede  in primo piano uomini e donne fuggire dalla ferocia dei partigiani titini:con i volti coperti dall’ombra, le forme inquietanti a rappresentre la minaccia funesta che sta per porre fone alle loro vite; la stella rossa a dominare dall’alto dell’uniforme. Dove sia la manipolazione dovrebbero spiegarlo Grimaldi e Salizzoni.

Partigiani “come mostruosi giganti neri”: sinistra e Anpi sulle barricate

Il capogruppo a Palazzo Lascaris di Luv, Marco Grimaldi,  in una nota ha osservato penosamente: “Dopo il fumetto pubblicato da una casa editrice di estrema destra e farcito di errori storici dell’anno scorso; anche quest’anno la Regione esce con una locandina che ha l’aspetto di un manifesto di propaganda nazista: con tanto di partigiani di Tito rappresentati come mostruosi giganti neri. Le manipolazioni legate al Giorno del Ricordo continuano, impiegando,  per l’ennesima volta,  denaro pubblico e utilizzando il Circolo dei Lettori. Vorrei sapere se il presidente Cirio ritiene che questa locandina si presti a una ‘grande indagine culturale’”, conclude Grimaldi. Cosa avrebbero voluto lorsignori: dedicare più spazio alla versione dei carnefici?

Non poteva mancare l’Anpi a sostegno dei due rappresentati della sinistra in Regione, parlandi di “strumenalizzazioni”. Si è capovolto il mondo. Tutti costoro  sostengono che “testi e iniziative rigorosi e ben fatti su quella fase della storia, ne esistono: ma la nostra destra in genere non perde occasione per aggredire verbalmente e minacciare chi li promuove, siccome alla storia preferisce da sempre il revisionismo cialtrone”. Certo, a loro piacciono i libri di Tomaso Montanari o  testi gustificazionisti come E allora le foibe? dello storico Eric Gobetti. Ecco il sogno “super partes” della sinistra.  Che vuole pure spiegarci come commemorare il giorno del ricordo. Iniziamo male, malissimo il cammino che porta al 10 febbraio.

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