Foibe, il delirio di Gobetti su Norma Cossetto: «Uccisa perché fascista, non perché italiana»

mercoledì 10 Febbraio 18:46 - di Valerio Falerni
Gobetti

«Uccisa perché fascista» e non perché «italiana». Parliamo dell’istriana Norma Cossetto, sulla quale «si fa propaganda». È solo una delle tante “perle” in bella mostra in “E allora le foibe?, libro dello storico titoista Eric Gobetti, incredibilmente edito da Laterza. La segnaliamo ai tanti che a sinistra si trastullano a scovare sui social foto di pensionati in orbace o di giovanissimi con il braccio teso. Imbecilli e immaturi dai quali traggono conferme per le loro ossessioni e, quel che più conta, preziose polizze per le proprie rendite di posizione. Definiscono se stessi “nuovi partigiani” e in questa ridicola veste vanno a caccia del fascismo eterno, rinvenendolo appunto nei saluti romani e nell’etichetta del vino (nero) pro-Duce. Capirai.

Da Gobetti falsità e tesi posticce

Il delirio del tovarich Gobetti, invece, non li turba. Né li indigna. È libero di scrivere che la giovane Cossetto, prima violentata e poi uccisa dai partigiani comunisti nell’ottobre del 1943, in fondo se l’era cercata. Era una «fascista convinta», sentenzia il titoista. Già, mica un’italiana. Neanche si rende conto, Gobetti, del precipizio logico nel quale si lancia con sommo sprezzo del ridicolo. Se il fascismo non lasciava libertà, fascisti in Italia (e quindi in Istria) lo erano tutti, volenti e nolenti. E non si capisce come avrebbe potuto non esserlo Norma Cossetto. È evidente che la distinzione dello storico non regge. È posticcia.

Uno storico che ignora la storia

Esprime una tesi estemporanea, appiccicata lì per lì a mo’ di provocazione. Giusto per scatenare l’effetto-bagarre sul libercolo all’insegna del “parlatene male, ma parlatene”. Ma è una tesi che gli ritorna in faccia come un boomerang. Se fascisti erano tutti gli italiani, per i titini gli uni e gli altri erano la medesima cosa. Facevano eccezione solo i comunisti, gli unici disposti a cedere quelle terre ai compagni jugoslavi. È il motivo per cui la Cossetto, convocata dai “rossi” nell’ex-caserma dei carabinieri di Visignano, rifiuta di aderire al movimento partigiano. Consegnandosi così al boia. È questa la storia. Proprio quella che non interessa allo storico Gobetti.

 

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