La foto “fantasma” del Duce fa litigare Travaglio, Grasso e Ranucci. “Quello non è Mussolini…”

venerdì 4 Febbraio 10:48 - di Luca Maurelli
Un giallo dietro la puntata di Report contro Berlusconi: era la foto del Duce quella esibita da Ranucci in studio per parlare del governo del Cav?

Secondo voi di chi è quella foto che nell’immagine in alto, indicata da una freccia rossa, campeggia affianco del conduttore di Report, Sigfrido Ranucci? Qualche ipotesi: Peppino Di Capri? Drusilla Foer? Andrea Scanzi? Occhio e croce il 99,99% di chi la osserva, e non solo tra i lettori del Secolo d’Italia, risponderebbe: il Duce, Benito Mussolini, inconfondibile nella postura col mento sollevato ma soprattutto per la levigatura tricologica a palla di biliardo. E invece no, Secondo Marco Travaglio e Sigrifido Ranucci  quel signore nella foto, che ha fatto da sfondo all’ultima puntata di Report dal titolo «Il Paese che amo», interamente dedicata al “cattivissimo” Berlusconi, non sarebbe il Duce ma un uomo qualunque, ritratto da un’importante agenzia fotografica ma senza alcun riferimento a Mussolini.

Quella foto del Duce non è Mussolini, secondo Travaglio

Non ci sarebbe, dunque, secondo Il Fatto Quotidiano, alcun motivo per scandalizzarsi (ma forse se ne dovrebbe ridere…) per la suggestione tra il racconto degli anni di potere di Berlusconi e il fascista, chiamato in causa dallo sfondo davanti al quale Ranucci raccontava le “nefandezze” del Cavaliere, puntata preparata a tavolino per un’eventuale elezione al Quirinale del Cavaliere.

La straordinaria somiglianza con il Duce era stata notata anche dal critico televisivo Aldo Grasso, sul Corriere della Sera, e l’utilizzo surreale aveva scatenato le sue ironie, condite a pesanti critiche nei confronti di Report per quel puntatone tutto anti-berlusconiano fatto della solita solfa di olgettine ed Emili Fede, intervallata da un memorabile intervista a Noemi Letizia che ovviamente accusava il Cav.

Grasso e le accuse post-datate di Noemi Letizia

Roba fresca, eh, su cui Grasso aveva scritto: “Sigfrido Ranucci è libero di organizzare inchieste su Berlusconi ma, a quasi 30 anni dalla discesa in campo, mi sarei aspettato un salto di qualità, un’analisi politica, insomma qualcosa degno della Rai, del servizio pubblico. E invece ecco l’incipit moralistico: ‘Berlusconi aveva tutti i diritti di diventare presidente della Repubblica, non lo è diventato perché ha inoculato nella società un modello di scorciatoie, uomo solo al comando, interessi personali, editti bulgari e fango sugli avversari»’…  Il colpo grosso dell’inchiesta di Bertazzoni è stata una penosa intervista a Noemi Letizia di Casoria dove l’unica domanda che andava fatta alla signora era questa: Scusi, ma i suoi genitori che parte hanno avuto in questa triste vicenda?”.

L’accostamento tra berlusconismo e fascismo

Grasso poi faceva notare come il “metodo Report, gestione Ranucci”, sia sempre lo stesso: c’è un teorema da dimostrare per rafforzare il quale si usano spezzoni d’intervista e personaggi vari… Anche il Duce, secondo Grasso: “Quando Ranucci interveniva da studio, alle sue spalle appariva un ritratto di Mussolini”, fa notare il critico tv. Non l’avesse mai detto: scatta l’accusa di berlusconismo, in automatico, come una folgore divina. E anche la smentita sulla foto “fantasma”.

Quello utilizzato da Report per il paragone con il Cavaliere non era il Duce, scrive oggi il Fatto, si immagina su assist di Ranucci: “Una topica pazzesca, fatta mentre prendeva le parti di Berlusconi… Peccato che dietro Ranucci non ci fosse alcun ritratto di Mussolini, ma una foto presa dall’agenzia Getty Images di alcuni uomini messi di profilo, e che non c’entrano nulla col dittatore”. Ha ragione Travaglio: quello in foto non è il Duce, Mussolini aveva i boccoli biondi alla Shirley Temple, non gli somigghia penniente, direbbe Johnny Stecchino.

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