Sigrifido Ranucci: “Sono minacciato e sotto scorta”. Oltre ai narcos e ai mafiosi, cita anche i soliti fascisti…

martedì 26 Ottobre 20:05 - di Giovanni Pasero
Sigfrido Ranucci

«Da metà agosto sono sotto scorta 24 ore su 24, c’è un buontempone che dal carcere avrebbe incaricato due killer stranieri. Sarebbe un personaggio che gestisce il narcotraffico, legato a famiglie di Ndrangheta». Lo rivela a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il vicedirettore di Rai3 e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, che è già finito sotto scorta in passato.

Il giornalista successivamente interpellato al telefono dall’Ansa, alla domanda che significa un buontempone? «Era un paradosso, è un uomo molto pericoloso al comando di una piazza del narcotraffico, negli anni passati ha avuto anche legami con il cartello di Pablo Escobar, con la destra eversiva, e non solo. Le indagini sono partite a luglio e a metà agosto quando è stato tramite indagini accertato dagli investigatori che aveva dato l’ordine a due killer stranieri di colpirmi, hanno deciso di intensificare la scorta – , dal 2009 sono sotto tutela. La mia abitazione è già attenzionata, ora è sorvegliata anche di notte”.

Ranucci sotto scorta, i precedenti di dieci anni fa

Secondo la ricostruzione dell’ufficio stampa della Rai, Ranucci negli anni aveva ricevuto diverse minacce di morte, come quelle raccontate dal suo stesso programma lo scorso gennaio. Nella puntata del 4 gennaio, il pregiudicato Francesco Pennino aveva rivelato che Ranucci era stato bersaglio di minacce già nel 2010 da ambienti vicini al boss Beppe Madonia. E questo dopo la pubblicazione del libro Il Patto, scritto con Nicola Biondo sulla presunta trattativa Stato-mafia.

«Io cucinavo in carcere in quel periodo, tra l’aprile e l’ottobre del 2010 – aveva raccontato Pennino – Beppe Madonia era in infermeria e io gli portavo da mangiare… Hanno detto che volevano pagare per ammazzarti: “‘Sto figlio di pu*** ci ha inguaiati con ‘sto libro”, dicevano. Poi da fuori hanno avuto lo stop, gli hanno detto di non fare “rumore” in quel periodo».

 

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