Il consigliere di Figliuolo ammette: “Inspiegabili tanti morti di Covid, poco usati i monoclonali”

mercoledì 2 Febbraio 8:55 - di Marta Lima

La quarantena per i vaccinati? “In pensione fra tre settimane“. La Dad a scuola? “Probabilmente non ha più senso, ma che almeno non duri più di 5 giorni”. Così Guido Rasi già direttore generale dell’Ema e ora consigliere di Figliuolo, in un’intervista su ‘La Stampa‘. Professore siamo ai titoli di coda dell’epidemia di Covid? “Solo per scaramanzia dico che è possibile, ma sì, tutto sta andando verso quella direzione – risponde – Il rischio di nuove varianti in grado di generare nuove ondate è però insito nel fatto che nel mondo abbiamo ancora 2 milioni di infezioni al giorno. E il problema è la disomogeneità territoriale dei contagi. Se in Europa occidentale siamo intorno al 90% di vaccinati, ad Est abbiano aree al 40%. E se restano sacche così grandi dove il virus può facilmente circolare è difficile che non muti e non arrivi anche in altri Paesi. Ameno che non ci isoli dal resto del mondo. Cosa insostenibile socialmente ed economicamente”. E i monoclonali, tanto invisi ai virologi e medici della filiera di Stato? “Pochi e dati male”, ammette Rasi.

Rasi ottimista, ma di abolire il Green pass non si parla

Omicron però insegna che alla lunga le mutazioni diventano più benevole…”Non è scritto nella pietra ma se andiamo a ripercorrere la storia evoluzionistica dei virus vediamo che per sopravvivere tendono a salvaguardare l’organismo che li ospita. Quindi è altamente probabile che eventuali nuove ondate spinte da ulteriori mutazioni non generino più un vero allarme sanitario. Ma per non correre rischi dobbiamo favorire la vaccinazione nel resto del mondo – ricorda Rasi – E quello dei brevetti è un falso problema. Abbiamo milioni di vaccini scaduti perché in certi Paesi manca persino la corrente per alimentare i frigo. Giorni fa la Gavi Alliance, l’ente di cooperazione mondiale per la diffusione dei vaccini nei Paesi poveri, ha detto non dateci più fiale ma soldi per trasportarle, conservarle e pagare chi deve somministrarle. In molte parti del mondo servirebbero tanti Figliuolo”.

L’abolizione della quarantena chiesta dalle Regioni

Se questa è il quadro, quando potremo tornare alla normalità? “Sempre con la dovuta scaramanzia, se il trend continua così credo che a inizio marzo potremo andare a tappe verso la normalizzazione e arrivare a un’estate quasi tranquilla”, suggerisce.

Le Regioni e non solo loro chiedono di abrogare da subito la quarantena per i vaccinati. E una fuga in avanti o si può fare? “Anche con il booster un positivo può trasmettere il virus. Quindi con questa circolazione virale ancora elevata direi di no. Ma fra tre settimane sì. Intanto da subito direi che con tre dosi di vaccino si può evitare del tutto l’autosorveglianza e ridurre a 7 giorni l’isolamento dei ragazzi positivi nelle scuole, che oggi contrariamente al resto della popolazione ne fanno 10”, avverte Rasi.

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