Domande e risposte
Guerriglia urbana a Bologna, Prodi ha dubbi sulla matrice? Se non è la sinistra antagonista ci dica lui chi è stato
Il commento - di Giovanna Ianniello - 23 Luglio 2026 alle 15:51
Sulla guerriglia urbana messa in atto a Bologna dagli antagonisti di sinistra, collettivi e centri sociali è intervenuto anche “l’esimio Professore” Romano Prodi, padre nobile del Pd e presidente della Repubblica mancato (nel 2013) grazie alla ‘carica dei 101’ franchi tiratori del Pd.
L’ex capo del governo dei ministri Amato e Mastella, che ormai abitualmente regala perle agli italiani rilasciando dichiarazioni su qualunque tema, dalle strategie politiche al governo, dal centrosinistra alla patrimoniale, ha deciso di rompere il silenzio e di intervenire a mezzo stampa per difendere il sindaco del Pd Matteo Lepore dagli attacchi di chi ne chiede a gran voce le dimissioni.
Prodi: dallo studio della Gruber alle colonne di Qn
Stavolta però non lo ha fatto dallo studio di Lilli Gruber, giornalista ed ex eurodeputata dell’Ulivo, ma dalle colonne del Quotidiano Nazionale. Una scelta che gli ha consentito di parlare ai suoi concittadini, specie dopo il rammarico espresso da uno dei 64 poliziotti rimasti feriti negli attacchi per non aver ricevuto nemmeno una parola di solidarietà dal primo cittadino.
E forse per coerenza con la linea politica di Lepore e del Pd, la solidarietà agli agenti non l’ha fatta nemmeno lui. Ma quello che Prodi ha detto in uno dei passaggi del colloquio ha fatto sobbalzare sulla sedia i lettori più attenti. Dice Prodi, rispondendo alla domanda sulla richiesta di dimissioni da parte del centrodestra di Lepore “per aver chiamato la piazza”: «Il sindaco sarebbe stato attaccato anche senza il presidio. E poi ricordiamoci che a Bologna ci sono state due manifestazioni totalmente diverse e isolate tra di loro. I violenti hanno fatto una loro dimostrazione che non c’entra nulla con la città. Su questo ho una domanda».”Faccia” scrive il giornalista di Qn. «Chi ha messo a ferro e fuoco la città? Si deve trovare una risposta e mi auguro che le identificazioni consentano al più presto di capire la matrice degli scontri».
Matrice degli scontri in dubbio?
Una affermazione su cui il collega del quotidiano non è tornato. Nella domanda immediatamente successiva infatti si parla già di altro. Eppure quella risposta ha un peso specifico notevole: di quale matrice sta parlando esattamente Romano Prodi? Che cosa vuole dire il professore? Non sono forse stati gli antagonisti di sinistra, i collettivi, i centri sociali a mettere a ferro e fuoco Bologna? Non sono coloro che hanno rivendicato con orgoglio gli attacchi alla polizia e le devastazioni ad averli commessi? Se non sono loro, chi è stato?
Prodi risponda alla sua stessa domanda: qual è la matrice?
Quindi, da giornalisti attenti, vogliamo rivolgere a lui la sua stessa domanda: Romano Prodi, secondo lei qual è la matrice degli scontri? Chi è stato? Perché il tema è serio. Perché anche le parole virgolettate rilasciate a una testata possono essere dure come pietre. Così come lo è sottovalutare la ferita inferta alla città di Bologna dalla rabbia e dalla violenza della sinistra antagonista, che troppo spesso il centrosinistra fa finta di non vedere. È rilevante, come convocare manifestazioni contro gli uomini e le donne in divisa. Si può fare? Certamente, è lecito: ma bisogna assumersene la responsabilità.
Prodi dia esempio di responsabilità e dica qual è secondo lui la matrice
Prodi può dare l’esempio dicendo qual è secondo lui la matrice degli scontri. E auspichiamo che voglia farlo. In attesa di una risposta, ovviamente, cogliamo l’occasione per porgere al professore i nostri auguri di buone vacanze, confidando in ogni caso in una sua nuova, prossima perla.