Da Tor Vergata
Fecondazione e sterilità: anche il microbiota intestinale può alterare la salute della donna. Gli ultimi studi
L'infezione batterica si unisce ai problemi endocrinologici. Attenzione anche a obesità e fumo
Non soltanto l’orologio biologico: anche la dieta e le abitudini alimentari possono influire sulla salute riproduttiva e sulle possibilità di concepimento. A confermarlo è la prima revisione sistematica della letteratura scientifica internazionale su dieta e procreazione medicalmente assistita (Pma), coordinata dalla Società italiana di fertilità e sterilità e medicina della riproduzione (Sifes-Mr) e pubblicata su Reproductive BioMedicine Online (Rrmo).
Il messaggio che emerge è chiaro: la salute riproduttiva è strettamente legata alla salute generale. Lo ribadisce un altro recente studio realizzato da Gemma Fabozzi, coordinatrice del gruppo di interesse speciale Nutrizione e riproduzione della Sifes-Mr e responsabile dell’Unità di Salute riproduttiva di IviRma Italia, in collaborazione con Laura Di Renzo, professoressa ordinaria di Nutrizione clinica e Nutrigenomica all’università di Roma Tor Vergata, e pubblicato su Microorganisms.
Il Microbiota
Il lavoro ha rilevato differenze nel microbiota intestinale tra donne con ripetuti fallimenti di impianto e donne fertili. “I risultati sono ancora preliminari – sottolineano i ricercatori – e non dimostrano un rapporto di causa-effetto, ma suggeriscono che l’equilibrio dei microrganismi intestinali, attraverso i suoi legami con il metabolismo, il sistema immunitario e i processi infiammatori, possa avere un ruolo anche nella salute riproduttiva”.
Attenzione alle soluzioni facili, avvertono gli esperti. Lo studio promosso da Sifes, publicato su Rbmo, boccia le diete di eliminazione a tappeto come il fai-da-te senza glutine o le diete iper-restrittive. “Non esiste una dieta della fertilità, e nessun alimento può garantire una gravidanza o cancellare l’effetto dell’età – avverte Fabozzi, prima autrice della review scientifica”.