Santanchè vince in tribunale contro Antonio Esposito, il giudice che condannò Berlusconi

venerdì 14 Gennaio 16:26 - di Mia Fenice
Santanchè

Daniela Santanchè vince contro il giudice Antonio Esposito. Come riporta Liberoquotidiano.it, il tribunale civile di Roma ha rigettato la richiesta di risarcimento dei danni promossa dal magistrato, presidente della sezione feriale della Cassazione che condannò Berlusconi per frode fiscale nell’ambito del processo Mediaset, contro l’esponente di Fratelli d’Italia. L’11 gennaio il tribunale ha escluso la natura diffamatoria delle espressioni usate dalla Santanchè contro il giudice.

Ecco le frasi della Santanchè

Per il quotidiano «finalmente si può dire che la condanna contro Berlusconi in Cassazione per frode fiscale fu un “golpe“, un “colpo di Stato“. Finalmente si può dire che quella sentenza fu “una pronuncia politica, ideologica”, la quale non aveva “niente a che vedere con lo Stato di diritto”. E ancora, la Santanchè si era scagliata contro Esposito definendolo “un presidente che farebbe venire la pelle d’oca a chiunque“. E si può insomma anche dire che “la giustizia è come un cancro”».

Santanchè vince in tribunale contro il giudice Esposito

La parlamentare era finita nel mirino del giudice Esposito: nel 2019 la causa civile con richiesta di risarcimento pari a 150mila euro per alcune interviste e dichiarazioni. Ma, riporta ancora Liberoquotidiano.it, per il giudice Silvia Albano della sezione “diritti della persona” del tribunale civile di Roma, «è chiaro che espressioni come colpo di stato o sentenza politica per eliminare Berlusconi non fossero riferibili a fatti storici dimostrabili, ma fossero evocative di una gestione del potere giudiziario».

«Libera manifestazione di pensiero»

Un giudice, osserva anche  Il Giornale, quindi riconosce che quando Daniela Santanchè, parlamentare allora del Popolo delle Libertà e oggi di Fratelli d’Italia, «commentò la sentenza finale del caso dei diritti tv non fece altro che esercitare il suo diritto di critica. Lo fece, scrive il giudice, con “dichiarazioni che avevano valenza oggettivamente offensiva” e “toni particolarmente aspri”. Ma così esercitò la “libera manifestazione del pensiero” garantita dalla Costituzione».

Parla l’avvocato Missaglia

Daniela Missaglia, l’avvocato che ha assistito Daniela Santanchè nello scontro giudiziario con il giudice Antonio Esposito, intervistata da Il Giornale spiega che «anche senza entrare nel merito della condanna di Silvio Berlusconi del 2013 rilevo che a distanza di anni sono emerse voci critiche, anche fra i giudici, sul trattamento riservato al Cavaliere; e grazie a questo molte espressioni di censura proferite all’epoca possono essere ora lette in maniera diversa e più correttamente inquadrate, così come avvenuto nel caso deciso dal Tribunale di Roma».

«Emblemi di una democrazia matura»

Il legale della Santanchè chiarisce: «Premesso che il dottor Esposito può ancora impugnare in appello la sentenza, l’insidia che ho rilevato non stava tanto nella domanda in sé e negli elementi che la fondavano, piuttosto nell’incognita del giudice investito della decisione. Abbiamo avuto la soddisfazione di trovare un giudice che ha pienamente accolto le difese svolte e affermato i principi costituzionali di libertà nell’espressione delle idee, anche in forma di critica sferzante. Questi sono gli emblemi di una democrazia matura».

 

 

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