M5S e Quirinale, schiaffo a Conte e senatori: strappo sul Mattarella bis, in 30 pronti a votare Berlusconi

mercoledì 12 Gennaio 11:02 - di Chiara Volpi
M5S Quirinale

M5S e Quirinale, schiaffo a Conte: i deputati si allineano ai senatori sul Mattarella bis. Ma dalle retrovie i dissidenti minacciano la fronda: secondo un retroscena de Il Giornale, in 30 sarebbero pronti a votare Berlusconi dal primo scrutinio. La spaccatura all’interno del M5S è sempre più profonda. Ed è con una compagine a ranghi sparsi che la galassia pentastellata affronta la corsa del Quirinale. La fronda in corso tra senatori, deputati, e Giuseppe Conte, alimenta una divisione in corso da tempo che rischia di polverizzare il Movimento sul fronte interno. Così come su quello esterno di minare l’alleanza col Pd. All’indomani della enigmatica conferenza stampa di Draghi, gli onorevoli grillini si riuniscono in assemblea: e tra i primi punti all’ordine del giorno, a quanto si apprende dall’Adnkronos, c’è la minaccia Covid. Sembra che siano circa una ventina i deputati grillini attualmente positivi. Un allarme che lo stesso capogruppo pentastellato Davide Crippa ha rilanciato ancora ieri, esortando alla tutela «in vista dell’elezione del Capo dello Stato». Perché, su una realtà già così parcellizzata, il virus rischia di assottigliare ulteriormente gli schieramenti e di indebolire ancor di più una precaria unitarietà.

M5S e Quirinale, tutti contro tutti: la partita del Colle rischia di infliggere il colpo di grazia

Insomma, malgrado il tentativo di serrare i ranghi, la tentazione della fronda tra i grillini è forte. Ed emerge, una volta di più, anche nella riunione di ieri incentrata sulla partita del Colle. Punteggiata da interventi che hanno slatentizzato il disaccordo di fondo tra deputati e senatori e tra parlamentari e leader 5S, pur avendo espresso a maggioranza la preferenza per l’ipotesi Mattarella bis. Non a caso, «tutti i partiti giocano la partita del Quirinale come se fosse una partita di poker e tengono le carte coperte», ha esordito il deputato Luigi Gallo nella riunione in videoconferenza. «Alcuni singoli nel M5S scoprono le carte e questa cosa ci indebolisce. Io dico che Conte è stato legittimato come capo politico. Anche il capogruppo Davide Crippa – prosegue – è stato legittimato dal voto. Queste persone devono poter giocare la partita e devono avere la nostra fiducia. Ma le voci fuori dal coro non devono disturbare la trattativa», tuona il ragionamento del parlamentare campano, che rimanda a un tutti contro tutti perennemente in corso.

M5S al voto sul Quirinale con un «gruppo diviso» e «Conte che perde forza»

E ancora. «Il metodo usato al Senato non va bene. I senatori hanno bruciato nomi. Ci vuole un metodo innovativo e fiducia nei nostri vertici», gli fa eco Patrizia Terzoni. Critico anche Aldo Penna: «Il metodo dei senatori indebolisce Conte». Così come il collega Francesco Berti: i senatori, il senso del suo ragionamento, «hanno sbagliato facendo il nome di Mattarella e dando informazioni alla stampa. Quello che è successo è gravissimo e ha anche minato la stabilità del M5S». «Con un gruppo diviso», rimarca Alessandro Melicchio, «Conte perde forza: il voto online non può essere un metodo utile per giocare questa partita». La macchina contiana, insomma, è chiaramente impantanata. E i meccanismi che ne regolano il senso di marcia inceppati. Così, tra chi contesta la fuga in avanti sul Mattarella bis. E chi incalza rilanciando proprio il lodo della ri-conferma presidenziale, i grillini dispersi in mille rivoli non possono che giocare di rimessa. Mentre al loro leader non resta che prendere atto della preferenza arbitrariamente pre-annunciata dai parlamentari pentastellati.

M5S, Giulia Grillo: «Se M5S fa un altro governo si può sotterrare»

Del resto, anche sul fronte governativo, le dichiarazioni sono eloquenti. «Draghi, obnubilato dalla sua ambizione sfrenata, non sta portando avanti un’azione di governo seria ed incisiva come fatto nella prima fase. Un Presidente della Repubblica che abbia un’ambizione così esagerata, anche no. Draghi deve mettersi al servizio del Paese, non della sua ambizione», attacca la deputata ed ex ministra Giulia Grillo durante la riunione del gruppo M5S alla Camera. Concludendo tranchant: «Il M5s si può sotterrare se fa un altro governo». Non a caso a stretto giro, andando al pratico la deputata M5S Vita Martinciglio guarda all’ombelico grillino e suggerisce autoreferenzialmente: «I sondaggi dicono che andare al voto anticipato sarebbe una disfatta. Serve un patto di fine legislatura». Non se ne esce… Alla fine Crippa prova a trovare la quadra, che si risolve nel difendere l’insistenza dei senatori sul Mattarella bis. E nel rifuggire a gambe levate l’eventualità di un nuovo esecutivo: «Per un altro governo servirebbe troppo tempo», dice il capogruppo…

M5S, l’ultima tentazione frondista: trenta voti a Berlusconi a partire dal primo scrutinio

L’ennesima porta sbattuta in faccia a Conte: un leader sempre più isolato che non riesce a segnare punti né in casa, né in trasferta. «Si sono visti ma non sono riusciti a impostare una linea», commenta non a caso una fonte autorevole del M5s al Giornale, riferendosi all’incontro tra Giuseppi e Letta. Un caos a cui la partita quirinalizia rischia di infliggere il colpo di grazia. Sferrato, anticipa il quotidiano diretto da Minzolini svelando l’ennesimo retroscena, da «voci su un drappello di una trentina di grillini pronti a votare per Silvio Berlusconi. Circola un’indiscrezione secondo cui gli scontenti potrebbero scrivere il nome del leader di Fi nei primi due scrutini per lanciare un avvertimento a Conte». Sempre più solo, in giro per un campo minato…

 

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