Peste suina africana, Speranza si sveglia e firma l’ordinanza. La Coldiretti lo attacca: “Misure tardive”

14 Gen 2022 17:37 - di Lucio Meo

La peste suina africana trova finalmente la risposta del governo, con un’ordinanza per frenarne la diffusione nei territori colpiti firmata da ministri delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli e della Salute, Roberto Speranza. L’ordinanza consente alle attività produttive di continuare a lavorare in sicurezza, fornendo rassicurazioni in merito alle nostre esportazioni. E’ ammessa, inoltre, la caccia di selezione al cinghiale, come strumento per rafforzare la rete di monitoraggio sulla presenza del virus. Vietata, invece, quella ordinaria perché comporta grandi spostamenti di animali, che potrebbero diffondere la malattia.

Peste suina, quali sono le attività vietate

L’ordinanza per frenare l’epidemia nei territori più colpiti si applica in 114 comuni italiani, di cui 78 in Piemonte 34 in Liguria.  Le nuove regole sono efficaci per i sei mesi successivi alla data d’adozione del provvedimento.  Sono inoltre vietate nelle aree colpite le seguenti attività: Trekking; pesca; raccolta funghi e tartufi; mountain Bike; interazione diretta o indiretta con cinghiali infetti.

Coldiretti accoglie l’ordinanza con soddisfazione ma critica i ritardi nelle misure di contenimento degli ungulati: “Siamo costretti ad affrontare questa emergenza  perché è mancata l’azione di prevenzione e contenimento come abbiamo ripetutamente denunciato in piazza e nelle sedi istituzionali di fronte alla moltiplicazione dei cinghiali che invadono città e campagne da nord a sud dell’Italia dove si contano ormai più di 2,3 milioni di esemplari. Ora è importante vigilare, oltre che sul piano sanitario, anche contro le speculazioni di mercato a tutela degli allevatori e del sistema economico ed occupazionale”.

 

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