Milano, riapre l’ospedale della Fiera di Bertolaso: ha salvato 505 malati gravi, alla faccia di Travaglio…

11 Gen 2022 18:41 - di Leo Malaspina
L'ospedale Covid alla Fiera di Milano riapre i battenti per dare "ossigeno" alle terapie intensive dei nosocomi del capoluogo lombardo

La notizia non è buona, perché dimostra lo stato di emergenza nella lotta al Covid tornato ai massimi livelli, ma a questo punto è il caso di dire, meno male che l’ospedale della Fiera di Milano c’è, alla faccia di chi aveva accusato il suo realizzatore, Guido Bertolaso, di aver fatto chissà quale marchetta inutile per la collettività. Come già era accaduto lo scorso anno, l’ospedale Covid alle porte di Milano riapre i battenti per dare “ossigeno” alle terapie intensive dei nosocomi del capoluogo lombardo. Ne dà notizia, oggi, il quotidiano La Stampa.

L’ospedale della Fiera di Bertolaso riapre i battenti

“I primi a essere attivati saranno due compartimenti: il funzionamento, infatti, è in base ai moduli, che vengono attivati man mano che cresce l’urgenza. A coordinare l’attività dell’ospedale emergenziale sarà ancora una volta il Policlinico di Milano in collaborazione con la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia. È la terza volta che l’ospedale in Fiera viene aperto: la prima è stata il 6 aprile 2020, quando entrarono i primi due pazienti e chiuse poi a giugno 2020; la seconda è stata il 23 ottobre dello stesso anno e ha chiuso poi a giugno 2021. Nei primi 14 mesi di pandemia – cioè fino a giugno 2021 – la struttura ha curato come degenti di terapia intensiva 505 pazienti”, scrive il quotidiano torinese, che poi racconta delle polemiche che furono sollevate due anni fa, al momento dell’annuncio.

Da Travaglio attacchi velenosi e infondati

Nonostante l’ospedale della Fiera fosse stato realizzato con soldi privati, frutto di donazioni, fin dall’inizio fu al centro di polemiche, soprattutto ad opera di Marco Travaglio, che arrivò ad accusare Bertolaso di “aver occupato un posto letto in più”, a causa del Covid che si era beccato, “invece che crearne altri…”. Bertolaso aveva dichiarato di voler percepire “un solo euro per il mio lavoro”, il direttore de Il Fatto Quotidiano aveva commentato così: «Io offro due euro per farlo stare a casa». Poi, negli anni, altri attacchi: “Spesi 21 milioni, ricoverate poche decine di pazienti, curati da medici sottratti ad altri ospedali, con più d’un donatore che ha chiesto di ritirare le donazioni. Poi Bertolaso ha fatto il bis con il flop dell’altra ‘astronave’, a Civitanova Marche. Per premio, è stato indicato come candidato sindaco a Roma”. Accuse mai ritirate neanche davanti ai numeri.

Qualcun altro, come Claudia Fusani, giornalista con simpatie di sinistra, aveva invece chiesto scusa: “Io personalmente voglio chiedere scusa a Bertolaso perché lo avevamo massacrato per l’ospedale Fiera di Milano, tutti noi dovremmo farlo, anche nei confronti di Attilio Fontana”.

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