La mamma del bimbo annegato a Torre del Greco confessa: sono stata io. Credeva avesse un ritardo mentale

lunedì 3 Gennaio 19:50 - di Greta Paolucci
bimbo annegato Torre del Greco Napoli

Alla fine, la mamma del bimbo annegato nelle acque di Torre del Greco, nel Napoletano, ha confessato: «Sono stata io». Un’ammissione agghiacciante, per quanto attesa dopo il decreto di fermo di indiziato di delitto che la Procura di Torre Annunziata ha emesso nei confronti della 40enne madre del piccolo di appena 2 anni, gravemente sospettata di omicidio volontario. E così, con le indagini condotte dai Carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Torre del Greco. E coordinate dalla Procura oplontina, che hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico della donna quale autrice del delitto, è arrivata anche la confessione.

Bimbo annegato a Torre del Greco, la mamma ha confessato: «Sono stata io»

Secondo gli inquirenti, la quarantenne riteneva che il figlio fosse affetto da problemi di ritardo mentale. Nonostante non vi fosse alcuna conferma in tal senso dal punto di vista sanitario. Sarebbe questa, in base alle acquisizioni e alle ipotesi investigative di qui enucleate, la ragione per cui avrebbe fatto annegare il bambino. L’omicidio è avvenuto nella tarda serata di domenica nelle acque antistanti la località La Scala, a Torre del Greco. Alcuni presenti notano il piccolo in acqua e si tuffano nel disperato tentativo di salvarlo. Tentativo purtroppo vano. Come vano è stato l’allarme che il marito ha lanciato intorno alle 21 di quella maledetta domenica per segnalare l’allontanamento della donna da casa.

Bimbo annegato a Torre del Greco: la madre credeva che il figlio avesse un ritardo mentale

Come la cronaca di questo tragico caso racconta, infatti, i carabinieri hanno trovato la donna in spiaggia in stato di choc. Con alcuni presenti che sostenevano di aver disinnescato la minaccia di un suo tentativo di suicidio. A quel punto, poi, i militari hanno condotto la 40enne in caserma, dove l’hanno ascoltata alla presenza del difensore di fiducia. Al termine dell’interrogatorio, il pm della Procura di Torre Annunziata ha emesso il fermo e disposto il suo trasferimento nel carcere femminile di Pozzuoli. Per la salma del piccolo, invece, le autorità hanno disposto il sequestro e la messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli inquirenti hanno disposto anche il sequestro parte della spiaggia prospiciente la porzione di mare dove è stato recuperato il corpo senza vita del bambino.

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