Coi sanificatori si argina il virus in classe: il caso di un liceo di Roma dà ragione a Fratelli d’Italia

martedì 18 Gennaio 11:00 - di Giorgia Castelli
sanificatori

I sanificatori a scuola funzionano per contenere il Covid. Il caso del liceo classico Orazio di Roma dà ragione a Fratelli d’Italia. Come riporta la repubblica, nel Lazio ci sono settemila classi tra quarantena, autosorveglianza e sorveglianza con testing, ma nessuna di queste si trova al liceo classico Orazio. Il motivo? La scuola, spiega il quotidiano, ha acquistato prima del rientro in aula a settembre 56 sanificatori al plasma Jonis.

Sanificatori, il caso del liceo Orazio di Roma

Sono scatolette di venti centimetri per venti che vanno attaccate alla corrente e si possono poggiare in qualsiasi posto. Sono costati tra i trecento e i quattrocento euro ciascuno. Dati alla mano hanno dimostrato la loro utilità. «Nell’anno scolastico 2020-2021 avevo avuto diversi contagi – ha spiegato al quotidiano romano Maria Grazia Lancellotti, preside del liceo che fa anche parte della Rete Scuole Green –. Poi coi fondi del contributo che a inizio anno danno le famiglie abbiamo deciso di fare questo investimento: 56 sanificatori, uno in ogni classe, per rendere più salubre l’aria».

Che cosa succede coi sanificatori

Una decisione che ha ottenuto ottimi risultati considerato che, «rispetto ad altri istituti, effettivamente, i contagi sono di meno». Così mentre tantissimi istituti si ritrovano con le classi ridotte a causa dall’autosorveglianza o in quarantena al liceo Orazio la situazione è ben diversa. Già un anno fa la dirigente aveva inviato al ministero dell’Istruzione una lettera per richiedere uno «stanziamento di fondi per la ventilazione forzata delle aule delle scuole».

Lo Spallanzani «La ventilazione meccanica è efficace»

E proprio ieri l’istituto Spallanzani e l’università La Sapienza hanno proposto un “piano Marshall” per l’aereazione a scuola. È quanto emerso da un incontro all’Inmi Spallanzani di Roma tra Francesco Vaia, direttore dell’Istituto, e Livio De Santoli, prorettore per la sostenibilità dell’Università Sapienza ed esperto di impianti di climatizzazione. Durante la riunione si sono discussi i possibili interventi, da suggerire alle competenti autorità, sugli edifici scolastici per scongiurarne la chiusura. «Auspichiamo che il governo predisponga un “piano Marshall” triennale per la messa a norma e l’adeguamento degli edifici scolastici”, sottolineano dallo Spallanzani.

«Diminuire la concentrazione di virus»

In particolare, precisa una nota, si propone di «diminuire la concentrazione del virus attraverso la ventilazione meccanica, fino a tre volte più efficace dell’aerazione naturale che non risulta in grado di provvedere ai corretti valori di ricambio d’aria esterna per la limitazione del rischio di contagio; assicurare un ricambio d’aria significativo e includere nella strategia di ventilazione sistemi adeguati di filtrazione d’aria, sistemi di riscaldamento dell’aria immessa, per il comfort ambientale e sistemi di recupero del calore per il risparmio energetico».

Meloni: «Il governo ascolti lo Spallanzani e segua la regione Marche»

Subito dopo è scesa in campo la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: «Fratelli d’Italia chiede al governo Draghi di ascoltare l’invito che arriva dal direttore dell’Inmi Spallanzani Francesco Vaia e dal prorettore della Sapienza Livio De Santoli».  «Nella regione Marche con Francesco Acquaroli siamo stati i precursori di questo modello e chiediamo al governo di smetterla di affrontare politicamente e ideologicamente il virus: il vaccino è un’arma fondamentale, ma ce ne sono anche altre e abbiamo il dovere di utilizzarle tutte. A partire dalla ventilazione e dall’areazione degli ambienti, come ha ricordato anche l’Oms».

 

 

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