Vuole il Green Pass evitando il vaccino: si presenta col braccio di silicone ma l’infermiera non ci casca

venerdì 3 Dicembre 8:49 - di Prisca Righetti
braccio silicone

Se non fosse per il rilievo penale che la vicenda ha assunto sarebbe da etichettare solo come patetico il gesto di un No vax che ieri si è presentato in un centro vaccinale ad accesso diretto per le prime dosi, a fare il vaccino con un braccio in silicone. L’uomo, un 50enne di Biella, pensava di ingannare medici e infermieri e ottenere così il Green Pass senza aver realmente fatto il vaccino. Una vicenda che svilisce il lavoro e il sacrificio dei tanti operatori sanitari. Che sbeffeggia la recrudescenza di una realtà pandemica tornata nuovamente a livelli di guardia. E di cui ora l’uomo, scoperto e denunciato ai carabinieri, e con l’Asl che segnalerà il caso anche in Procura, si ritrova a dover affrontare le responsabilità di fronte alle autorità.

Biella, No vax si presenta a fare il vaccino col braccio di silicone

Incredibile ma vero, non bastavano i saltafila e i furbetti del vaccino. Il protagonista di questo episodio ai limiti dell’assurdo, ha pensato davvero di poter risolvere mesi di proteste di piazza e polemiche sociali. Di battito scientifico e recriminazioni politiche, con uno stratagemma irrispettoso della serietà di una campagna vaccinale che, da tempo ormai, vede un ingente dispiegamento di energie. E di mezzi e di forze economiche in campo, senza precedenti. Una scorciatoia, quella a cui è ricorso il 50enne biellese, che però non è passata al vaglio dell’operatrice sanitaria impegnata nella vaccinazione, nonostante l’applicazione in silicone fosse molto simile alla vera pelle.

Colore e percezione al tatto del braccio di silicone hanno insospettito l’operatrice sanitaria

Già, perché il colore e la percezione al tatto hanno insospettito la professionista in servizio, che ha chiesto quindi all’uomo di mostrare per intero il proprio braccio. Una volta scoperto, il soggetto ha cercato di convincere l’operatrice a chiudere un occhio. Ma non è servito. Il caso, che ha suscitato sgomento e indignazione nei presenti e nelle persone direttamente coinvolte nell’immediatezza dei fatti, prima. Come nell’opinione pubblica, subito dopo, è rimbalzato ai disonori della cronaca. Tra i primi a commentare quanto accaduto, allora, il presidente del Piemonte Alberto Cirio, e l’assessore alla Sanità, Luigi  Icardi.

Il commento indignato di governatore e assessore alla Sanità

I quali, non hanno esitato a definire la vicenda come qualcosa che «rasenta il ridicolo, se non fosse che parliamo di un gesto di una gravità enorme. Inaccettabile di fronte al sacrificio che la pandemia sta facendo pagare a tutta la nostra comunità, in termini di vite umane e di costi sociali ed economici». Aggiungendo in ultima istanza un plauso per «la prontezza e la bravura dell’operatrice che hanno rovinato i piani di questo soggetto. Che ora ne risponderà alla giustizia».

Inaccettabile beffa al sistema sanitario e un’offesa all’impegno profuso nella campagna vaccinale

E ancora. «Il nostro grazie va, invece, a tutti gli operatori sanitari impegnati ininterrottamente da mesi nella nostra campagna vaccinale. Senza mai abbassare l’attenzione e il livello della professionalità. A cominciare proprio da chi ha agito con prontezza ieri sera a Biella, una delle prime Asl ad aver anche già raggiunto virtuosamente più del 93% del target di somministrazioni giornaliere che la Regione ha dato alle proprie aziende sanitarie per correre sempre più veloci con le terze dosi», hanno concluso Cirio e Icardi sulla vicenda. Una vicissitudine che, ci si augura, non torni più ripetersi…

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