Cagliari, stanati altri “furbetti del vaccino”: medici e infermieri iniettavano le dosi a parenti e amici

mercoledì 14 Aprile 10:30 - di Redazione
furbetti del vaccino Cagliari

Stanati altri furbetti del vaccino a Cagliari. Dopo mesi di indagini, i Carabinieri del Nas hanno depositato in Procura un’informativa in merito alle anomalie sulle vaccinazioni eseguite ad Oristano. Un’inchiesta, nel corso della quale, i militari dopo aver monitorato a lungo i movimenti in alcuni centri, hanno scoperto che molte persone risulterebbero vaccinate con il Pfizer senza averne titolo. Nel mirino dei Nas, allora, sono finiti in 15, tra medici e infermieri, ora indagati per abuso d’ufficio e peculato.

Cagliari, stanati altri “furbetti del vaccino”

Lotta ai “furbetti del vaccino”: stavolta sotto inchiesta finiscono anche i sanitari che, abusando della propria posizione, avrebbero vaccinato con Pfizer i propri familiari.  «Quindici persone (tra medici e infermieri) – riferisce infatti l’Adnkronos – sono indagate per abuso d’ufficio e peculato, per aver somministrato il vaccino Pfizer a propri parenti (non rientranti tra le previste categorie aventi diritto)». Accuse maturate dopo mesi di sospetti e di monitoraggi, che i Carabinieri del Nas di Cagliari hanno messo nero su bianco notificando, dalle prime ore della mattinata, gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica di Oristano. Un caso che verrà illustrato domani in una conferenza stampa che si terrà a Cagliari alla caserma sede del Comando Legione Carabinieri Sardegna. Un incontro durante il quale il procuratore Capo della Repubblica di Oristano, Ezio Domenico Basso, illustrerà i dettagli dell’operazione.

Indagati medici e infermieri per i vaccini somministrati a parenti e amici

Operazione che, a quanto si apprende al momento, sarebbe nata alcuni mesi fa in seguito a diverse segnalazioni. E che, in base a quanto riporta, tra gli altri, il sito di Cagliaripad, smaschererebbe, tra “saltafila” e vaccinatori, numerose persone coinvolte. Con i furbetti del vaccino appartenenti ad uno stesso gruppo sociale: giovani, figli e parenti di amici e conoscenti. Secondo il sito citato, infatti, sarebbero «poche le persone “chiamate” all’ultimo momento per utilizzare dosi “avanzate”». Tanto che  «risulterebbe sproporzionato il rapporto tra dosi di vaccino residue e vaccinati senza titolo».

 

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