Zaia sferza tutti: basta fake news. I No Vax non mi piacciono ma l’obbligo vaccinale non è fattibile

domenica 21 Novembre 10:32 - di Lorenza Mariani
Zaia

Zaia prova a fare chiarezza. E partendo da presupposti ineludibili che lo stesso governatore elenca: «I No Vax non mi piacciono. La loro libertà finisce nel momento in cui mettono a rischio la salute altrui. Le piazze piene di gente senza mascherina sono spot negazionisti». Mentre, incalza, gli anti-vaccini «sono una delle ragioni per cui il virus ha ripreso quota», il governatore in un intervista a la Repubblica fa il punto sulla situazione attuale, confusa e controversa. Sul delirio di annunci e smentite. Sugli allarmi e i ribellismi. Sull’obbligo vaccinale e una campagna di sensibilizzazione sul tema. Così, con la proverbiale concretezza che contraddistingue la sua comunicazione e il suo operato, il governatore lancia dalle colonne del quotidiano diretto da Molinari, un richiamo netto a governo e apparati dirigenziali. E tuona: «Più informazione istituzionale contro le fake news. Il governo pensa di cavarsela con la conferenza stampa del venerdì? È davvero troppo poco per combattere le cavolate anti-vaccini che circolano online. Certi giovani sono davvero convinti che la dose (vaccinale ndr) renda sterili».

Zaia, l’obbligo vaccinale non è praticabile

Sono le parole del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, prossimo all’immunizzazione con la terza dose. E che, in un’intervista a Repubblica richiama all’ordine governo e istituzioni. Così, mentre la protesta No vax esplode in mezza Europa, dall’Austria all’Olanda. Con al Germania immersa in una situazione «catastrofica» e la Francia già alle prese con una quinta ondata della pandemia. Con l’Oms che lancia dall’alto della sua supervisione l’ennesimo sos e, paventando la possibilità concreta che altre 500.000 persone possano morire in Europa entro marzo. Una paura rilanciata dallo stesso direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) per l’Europa, Hans Kluge, che invoca l’obbligo vaccinale come ultima risorsa, Zaia fa un passo indietro e prova a fare chiarezza. «Cosa intendiamo per obbligo vaccinale? Portare le persone con la forza pubblica a fare il vaccino? L’obbligo è stato introdotto per undici vaccini dal ministro Lorenzin nel 2017 e non mi risulta che tutti i genitori immunizzino i loro figli».

«Serve una campagna istituzionale contro le fake news»

E ancora: «Il cento per cento non esiste in nessuna campagna. Perché residua sempre una parte che si oppone per ribellismo o paura», prosegue Zaia. Che sui No Vax aggiunge senza troppi giri di parole: «Non mi piacciono. La loro libertà finisce nel momento in cui mettono a rischio la salute altrui. Le piazze piene di gente senza mascherina sono spot negazionisti… Sono una delle ragioni per cui il virus ha ripreso quota». La strada della gestione sanitaria è una strettoia. Il governo prova a contenere a fatica l’onda d’urto degli anti-vaccini e ad aumentare le restrizioni per loro nei luoghi pubblici. Su questo, chiede Repubblica a Zaia, lei conviene? «Qualcosa va fatto in quel senso. L’ospedale è anche di chi non ha il Covid. Tra domani e martedì ne parleremo con Draghi e Speranza nella riunione con i governatori».

L’appello di Zaia: «Non dobbiamo chiudere ma anche tutelare coloro che si sono vaccinati»

E allora, concretamente, cosa proporrà il presidente della Regione Veneto? «Dobbiamo prendere atto da un lato che non dobbiamo chiudere, e dall’altro tutelare coloro che si sono vaccinati…». Ma come? Zaia non è convinto della scelta di Vienna: «Mi pare che il lockdown dei No Vax – commenta ironico il governatore – sia durato il tempo di una stella cometa. Alla fine l’hanno imposto a tutti». È contrario all’obbligo vaccinale e, replicando alle invocazioni di Confindustria, sottolinea anche in questa intervista a Repubblica: «Li capisco. Non mi pongo in contrapposizione. Né intendo mettermi a fare l’alternativo per spirito di contraddizione. Però mi chiedo da amministratore: qualcuno ci vuole spiegare come funzionerebbe tecnicamente?»…

 

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