Talebani, l’ultima follia: viaggi vietati alle donne senza un familiare uomo. Boldrini sarcastica: un guinzaglio

27 Dic 2021 16:50 - di Lorenza Mariani
Talebani

La restaurazione talebana in Afghanistan prosegue nel segno dell’abiura di tutto quanto promesso e annunciato quattro mesi fa, nei giorni dell’assedio e della riconquista del potere coincisa con il ritiro delle truppe internazionali da Kabul. Già, perché a dispetto delle dichiarazioni iniziali che i talebani hanno rilasciato alla comunità mondiale, secondo cui l’Emirato islamico mai sarebbe tornato a fare delle donne le vittime predestinate del loro ritorno, alle parole non sono seguiti fatti. O meglio: sono arrivati diktat e proclami mirati a realizzare esattamente l’opposto. Con buona pace dei fautori e sostenitori di quel processo di modernizzazione femminile, faticosamente agguantato per un po’. E già inesorabilmente cancellato e rinnegato da nuove norme e proibizioni.

L’ultima prova di forza dei Talebani: viaggi vietati alle donne senza un accompagnatore uomo

Proprio l’ultimo divieto, allora, annunciato in questi giorni dai talebani, colpisce di nuovo le donne. Le quali, guarda caso, non potranno più viaggiare da sole per lunghe distanze. Possono, al contrario, spostarsi solo se accompagnate da un familiare maschio. O meglio. Il ministero afghano per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio ha stabilito che le donne del paese non potranno più effettuare viaggi che superino la distanza di 45 miglia (72 chilometri) se non accompagnate da un uomo. Agli autisti dei mezzi è stato inoltre proibito di far salire a bordo donne che non rispettino le norme stabilite in materia di abbigliamento. E infine, gli stessi autisti non potranno poi far sentire musica a bordo dei mezzi. E dovranno fare delle soste per pregare.

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Secondo la nuova direttiva ministeriale, dunque, niente tragitti in solitaria o tra donne sole. Un nuovo divieto che arriva a distanza di qualche settimana dall’ultimo diktat emanato dallo stesso dicastero: quello secondo cui le televisioni locali non dovranno più inserire nei palinsesti serie in cui recitano protagoniste femminili. E via, di pari passo, con le norme per le giornaliste tv, a cui i dirigenti hanno l’obbligo di imporre il “velo islamico” quando vanno in onda.

Velo alle giornaliste tv, niente più attrici nelle serie, via le immagini di donne in negozi e insegne

Uno schema di negazioni esattamente in linea con quanto stabilito qualche giorno fa dalla municipalità della capitale afghana Kabul che – secondo quanto riferisce Il Giornale – «ha effettuato un nuovo tentativo per rimuovere le foto di donne da negozi. Insegne. Cartelli e manifesti della città. Un provvedimento che Nematullah Barakzai, portavoce dei talebani in controllo del comune di Kabul, ha reso noto e confermato con l’emissione di un’ordinanza per la rimozione di foto e cartelli rappresentanti donne “contrarie ai principi dell’Islam” dalle aree commerciali della città».

Una catena di diktat e divieti che si stringe come un cappio al collo

In queste ore, infine, l’ultimo anello di una catena che continua a stringersi come un cappio intorno alle donne afghane: il divieto di viaggiare sole. Così l’ennesimo passo indietro sulla martoriata strada per la conquista dei loro diritti è compiuto. Alla faccia delle rassicurazioni propagandistiche del nuovo esordio al potere. E delle millantate aperture che i talebani hanno dispensato da quattro mesi a questa parte – e in dosi generose – sull’inclusione dell’universo femminile nella struttura del governo, in base alla sharia. Tutto con buona pace di chi, confidando sempre anche in alte concessioni ipoteticamente da elargire sempre in conformità alla legge islamica, ha creduto in quelle aperture (di facciata)…

L’ultimo diktat talebano contro le donne, Meloni: «Attendo che le femministe condannino»

Insomma, le rassicurazioni della prima ora, che i talebani hanno sbandierato in nome e per conto di una presunta garanzia di cambiamento e sviluppo continuano ad venire disattese. E smentite da provvedimenti di segno diametralmente opposto. Una realtà drammatica, che preoccupa e che indigna, su cui è intervenuta anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. La quale, a riguardo su Twitter ha commentato: «I #talebani annunciano divieto per le donne di viaggiare per lunghe distanze; potranno farlo solo se accompagnate da un uomo della famiglia. Mi chiedo se le femministe nostrane avranno il coraggio di condannare ogni forma di discriminazione frutto del fondamentalismo islamico…».

Invece la Boldrini se la cava con un commento sarcastico: «È un guinzaglio dei talebani intorno al collo delle donne»

Una realtà coercitiva e delegittimante, che sui social Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato della Camera sui diritti umani nel mondo, ha liquidato invece con un commento sarcastico: «Settantadue chilometri. È la lunghezza del guinzaglio che i talebani hanno messo intorno al collo delle donne. Oltre quel limite, le afgane dovranno avere un accompagnatore, ovviamente un uomo, che prenda in mano quel guinzaglio. Quanto gli fa paura l’emancipazione femminile?». Ma altro che sarcasmo servirebbe…

 

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