Salvini: «Draghi deve restare a Palazzo Chigi. Io mi sforzo di stare con il Pd e lui se ne va?»

venerdì 17 Dicembre 18:53 - di Alessandra Danieli

Niente salti nel buio. “Draghi resti premier”. Parola di Matteo Salvini che da Palermo, durante una pausa del processo su Open Arms, si intrattiene con i giornalisti sui temi più caldi dell’agenda politica. A partire dalla partita del Quirinale. Un dossier sul quale il leader della Lega si sta molto impegnando nel ruolo di tessitore trasversale. Parlando dell’Economist, che ha definito Mario Draghi è un “premier competente e rispettato a livello internazionale”, Salvini dice di essere pienamente d’accordo. Quindi contrario a velleità quirinalizie da parte dell’ex governatore della Bce. L’unico, fa capire il leader leghista, a poter tenere in piedi la baracca in questa fase politica.

Salvini da Palermo: “Draghi deve rimanere”

È  giusto che il premier Draghi continui. Non è facile che se sposti una pedina poi resta tutto com’è”. Che tradotto significa non toccare il difficile equilibrio dentro Palazzo Chigi. Ed evitare come la peste il rischio di elezioni anticipate. “E poi cosa facciamo, prolunghiamo lo stato d’emergenza fino a marzo e poi a gennaio va via?”. E ancora, ironizzando sulla difficile coabitazione con gli alleati di governo. “Io faccio lo sforzo di stare con il Pd e Draghi se ne va?”. Escluso Draghi, Salvini non ha preclusioni. E veste i panni ecumenici.

Perché no a Berlusconi? Se avesse i numeri…

“Spero che gli italiani non assistano a un gennaio davanti a un Parlamento che non riesce a decidere un presidente della Repubblica. Il mio obiettivo è decidere presto e bene. E  se non tutti insieme perché sarà difficile, a larga maggioranza. Senza escludere nessuno. A differenza di Letta – osserva Salvini – che dice ‘Va bene tutti però Berlusconi no’ . Io mi siedo a quel tavolo ascoltando tutti”. Tavolo con i segretari che farebbe tra Natale e capodanno, “appena c’è l’ok alla manovra”. Perché Berlusconi no? “Se avesse i numeri  – taglia corto – non c’è un articolo della Costituzione che prevede che il segretario del Pd possa mettere dei veti”.  Poi ammette che il quadro non è ancora chiaro (bisogna vedere cosa intende fare Berlusconi). Porte aperte anche all’eventualità di una donna sul Colle più alto. “Anche noi ne abbiamo”, risponde il leader della Lega ai cronisti assiepati davanti all’aula del tribunale di Palermo.

Open Arms, puntò arbitrariamente verso l’Italia

Dove è in corso la seconda udienza sul caso Open Arms. Per il quale il leader leghista è alla sbarra con l’accusa di sequestro di persona. E rifiuto di atti d’ufficio. Per lo stop alla nave della Ong spagnola. Con a bordo 147 migranti che chiedeva di sbarcare a Lampedusa, nell’agosto del 2019. Si susseguono le testimonianze di coloro che ebbero parte nella vicenda, interrogati dall’avvocato Giulia Bongiorno. Ammiragli, capitani, uomini della guardia di finanza. Importante la deposizione del capitano Edoardo Anedda. Che racconta come l’imbarcazione abbia fatto “‘pendolamenti nello spazio di acque internazionali compreso tra Malta e Lampedusa in attesa di indicazioni”. E che tecnicamente – dice rispondendo all’avvocato  – “avrebbe potuto raggiungere lo stato di bandiera”. Quindi, argomenta la difesa di Salvini “la nave puntò verso l’Italia in modo arbitrario”.

La solidarietà della Meloni: “Forza Matteo, siamo con te”

E Salvini riassume concedendosi ai giornalisti in attesa. “Stiamo parlando di una nave spagnola che ha raccolto i migranti in acque libiche. Ha gironzolato per quindici giorni nel Mediterraneo. Che ha rifiutato di andare in Tunisia. Di andare a Malta e in Spagna. E ha deciso di venire in Italia infrangendo le leggi. E a processo ci va il ministro che ha difeso il suo Paese. Siamo veramente su scherzi a parte“. Il leader leghista, anche questa volta, può contare sulla solidarietà di Giorgia Meloni. “Salvini è imputato per aver fatto semplicemente il suo lavoro da ministro”, è il messaggio della leader di FdI. “Difendere i confini nazionali e contrastare gli sbarchi illegali. Forza Matteo, in questa battaglia siamo al tuo fianco”.

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