Prima alla Scala, la vera star è Mattarella. E c’è anche chi gli chiede il «bis» (video)

martedì 7 Dicembre 19:22 - di Viola Longo
prima alla scala

L’ingresso al teatro come una sfilata di moda, le personalità, i vip, le passerelle, i contestatori. E poi, ancora, l’omaggio al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che quest’anno è stato particolarmente caloroso, i messaggi di speranza, la cultura tra understatement e glamour. L’inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala, a Milano, è tornata con tutti i suoi riti, e anche con tutti i suoi tic. Un ritorno speciale, dopo l’edizione specialissima dell’anno scorso: in diretta tv, ma a causa del Covid senza pubblico e senza nulla di quel contorno senza il quale “la prima della Scala” non è “la prima della Scala”.

Tutto torna come da tradizione, anche le proteste

L’inaugurazione della stagione scaligera, affidata al Macbeth di Giuseppe Verdi, diretto dal maestro Riccardo Chailly, è stata salutata anche dai fuochi di artificio. Ma non quelli che si potrebbe immaginare. A spararli, davanti Palazzo Marino, infatti, sono stati gli esponenti sindacali della Cub, la Confederazione unitaria di base, e gli antagonisti del Cantiere, che hanno approfittato dell’occasione per manifestare rispettivamente contro il governo e la manovra e per chiedere più tasse per i ricchi. Insomma, anche la tradizione delle proteste è stata rispettata.

C’è anche Burioni: «La mia presenza segno di ottimismo»

Nella sezione “nuovi riti” si annovera, invece, la presenza di Roberto Burioni, che aveva già mostrato di non disdegnare una certa dose di mondanità in occasione del Festival del Cinema di Venezia. «Vengo spesso, ma è la mia prima Prima. Se la gente si vaccina c’è spazio per essere ottimisti. La mia presenza è segno di grande ottimismo», ha detto il virologo arrivando a teatro.

Ornella Vanoni costretta a dare forfait: «Sono caduta»

Assente, invece, causa infortunio una delle grandi signore di Milano: Ornella Vannoni. «Ieri l’altro, durante il viaggio in treno, per accarezzare un dolce Golden Retriever, sono caduta… Tanto dolore, ma sono a casa. Sono dispiaciuta di non poter partecipare alla Serata Inaugurale al Teatro alla Scala, con il mio amico Marracash», ha scritto Vanoni su Twitter, rammaricandosi anche di non poter partecipare ad altri venti. Ha scelto invece di non esserci un’altra signora milanese, Letizia Moratti, oggi assessore regionale al Welfare. Sulla sua pagina Facebook ha spiegato di aver scelto di rimanere a San Patrignano dove è impegnata da qualche giorno dopo «qualche tempo» di lontananza.

Armani indossa la medaglia di Cavaliere di Gran Croce

Presente, invece, Fedele Confalonieri: «È bello tornare alla Scala per la Prima», ha detto il presidente di Mediaset, spiegando di sentirsi «molto bene». E «felice di essere qui» si è detto anche Giorgio Armani, che ha vestito diversi ospiti presenti, compresa la figlia del capo dello Stato, Laura Matterella, e che è arrivato indossando la medaglia di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito, decorato di gran cordone che gli è stata conferita lo scorso 26 novembre dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sei minuti di applausi e standing ovation per Mattarella

Immancabilmente folto, poi, il parterre di politici: dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, alla senatrice a vita Liliana Segre; dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, a quello dell’Istruzione Patrizio Bianchi; dal presidente della Regione, Attilio Fontana, al sindaco di Milano, Giuseppe Sala. E poi, naturalmente, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la vera star della serata. Al suo ingresso il maestro Chailly ha simbolicamente alzato la bacchetta in segno di omaggio e tutti si sono alzati in piedi, tributandogli una standing ovation durata sei minuti.

E dalla platea si leva anche qualche richiesta di «bis»

Due anni fa, in occasione della Prima della Tosca di Giacomo Puccini, nell’ultima edizione pre Covid, l’applauso per Mattarella durò 5 minuti. Dunque, quest’anno si è trattato di un applauso particolarmente caloroso, legato probabilmente al fatto che questa dovrebbe essere l’ultima Prima di Mattarella da capo dello Stato, al quale comunque, oltre a ripetuti «Viva il presidente», la platea ha anche gridato qualche «bis». Il presidente, dal canto suo, ha salutato e ringraziato più volte per la calorosa accoglienza con brevi e ripetuti cenni della mano. Alla fine dell’applauso, poi, come di consueto, con la sala del Piermarini illuminata e il sipario chiuso, l’orchestra ha intonato l’inno di Mameli.

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