Omicron, viaggiare in Europa diventa difficile. Ecco i sette Paesi che impongono tamponi e limitazioni

lunedì 20 Dicembre 18:09 - di Lucio Meo
Effetto variante Omicron del covid sul turismo, con nuove restrizioni e tamponi obbligatori per viaggiare in Europa in alcuni Paesi

Effetto variante Omicron del covid sul turismo, ma viaggiare in Europa si può, anche se con nuove restrizioni e tamponi obbligatori anche per vaccinati. L’Italia non è infatti isolata nel prevedere per i viaggiatori provenienti da altri Paesi Ue l’obbligo di effettuare test, anche per gli immunizzati contro il coronavirus. Finora, davanti all’aumento dei positivi al Sars-CoV-2 causati dalla variante Delta e alla prospettiva di dover fare i conti con la Omicron, sono ben sette i Paesi Ue che hanno previsto restrizioni aggiuntive anche per i detentori di Green Pass validi. A questi va aggiunta la Svizzera, che non fa parte dell’Ue ma che è un importante Paese di transito per chi viaggia in Europa via terra.

La possibilità di introdurre restrizioni aggiuntive anche per i vaccinati era prevista nel regolamento, entrato in vigore l’estate scorsa, che ha istituito il Green Pass, come freno d’emergenza da attivare nel caso in cui fossero apparse varianti preoccupanti, quale è appunto la Omicron. Ecco una breve panoramica delle restrizioni notificate fino ad oggi alla Commissione.

Omicron, come è possibile viaggiare in Europa

AUSTRIA – Vienna ha informato la Commissione Europea durante il fine settimana di aver attivato il freno d’emergenza fino al 31 gennaio 2022, davanti all’incedere della variante Omicron. Vienna chiede ai viaggiatori di esibire o un test Pcr (molecolare) negativo, oppure la prova di aver ricevuto la terza dose di vaccino, oltre al certificato che attesta il completamento del primo ciclo vaccinale o la guarigione dalla Covid. Sono previste eccezioni, anche per i frontalieri. Le restrizioni si applicano da oggi fino al 31 gennaio.

GERMANIA – Berlino non ha ancora notificato alla Commissione restrizioni aggiuntive di viaggio.

ITALIA – Roma richiede test per tutti i viaggiatori provenienti da altri Paesi Ue, vaccinati e non. Il test molecolare (Pcr) deve essere fatto non più di 48 ore prima dell’arrivo, quello rapido antigienico non più di 24 ore prima. Le persone non vaccinate devono fare una quarantena di 5 giorni. Le misure si applicano dal 16 dicembre 2021 al 31 gennaio 2022. L’Italia ha notificato le misure alla Commissione il 15 dicembre scorso.

 GRECIA Atene chiede a tutti i viaggiatori in arrivo di presentare un test Pcr negativo effettuato entro 72 ore prima dell’arrivo, oppure un test rapido non oltre 24 ore prima. Le misure si applicano da ieri, 19 dicembre.

CIPRO – Nicosia chiede a tutti i viaggiatori che arrivano in aereo di fare un test Pcr dopo l’arrivo, al costo di 15 euro a persona.**

PORTOGALLO – Lisbona chiede a tutti i viaggiatori che entrano nel Paese muniti di certificato di vaccinazione contro la Covid di esibire il risultato di un test effettuato prima di entrare. L’obbligo non vale per le persone guarite. Le disposizioni si applicano dal primo dicembre 2021 al 10 gennaio 2022.

LETTONIA – Vilnius sottopone a screening alcuni aerei in arrivo e richiede un test gratuito dopo l’arrivo, Le misure si applicano fino al 26 dicembre.

IRLANDA – Dublino chiede a tutti i viaggiatori in arrivo di effettuare un test prima della partenza. Per chi detiene un certificato Covid digitale Ue (Green Pass) che attesta la vaccinazione o la guarigione, vengono accettati sia i test molecolari che i rapidi. Chi non ha un Green Pass valido per la vaccinazione o la guarigione deve effettuare un test Pcr.

SVEZIA – Stoccolma raccomanda a tutti i viaggiatori, inclusi i cittadini svedesi, di fare un test dopo l’arrivo. Non si tratta di un obbligo, ma solo di una raccomandazione.

SVIZZERA – La Confederazione richiede a tutti coloro che arrivano di essere testati (Pcr 72 ore prima dell’arrivo, rapido 24 ore prima). Per le persone non vaccinate e non guarite, è obbligatorio un secondo test Pcr 4-7 giorni dopo l’arrivo.

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