Morto di covid Mauro Da Mantova, il carrozziere no vax de “La Zanzara”: si vantava di fare l’untore

martedì 28 Dicembre 11:58 - di Eugenio Battisti

Non ce l’ha fatta. È morto per covid Maurizio Buratti, il carrozziere no vax di  61 anni, conosciuto come Mauro da Mantova. Era diventato popolare per essere un assiduo commentatore  a La Zanzara, su Radio24.  La morte è avvenuta  nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Borgo Trento di Verona, dove era ricoverato dal 10 dicembre ma da tempo non rispondeva più alle cure. Era voluto andare a Verone, perché a Mantova, diceva, “sono tutti comunisti”. L’uomo, negazionista convinto, no vax della prima ora, si era vantato per radio di essere andato in un supermercato con 38 di febbre poco prima del ricovero. Aveva ostentato con orgoglio di essere andato a fare  “l’untore”, girando tra le corsie nonostante la temperatura corporea.

È morto Mauro da Mantova, il no vax de La Zanzara

La notizia è stata data su Twitter da David Parenzo. “È morto ieri sera alle 22 nell’ospedale di Verona Mauro da Mantova”, ha scritto il conduttore della trasmissione su Radio 24. ” Riposa in pace ovunque tu sia, vecchio complottista. Spero solo che la tua triste storia serva da esempio a tutti coloro che ancora alimentano dubbi su efficacia dei vaccini”.  Le sue condizioni venivano definite come gravissime dai medici. Che avevano fatto sapere che l’uomo si era opposto all’intubazione.

L’ultimo saluto di Parenzo e Cruciani

Giuseppe Cruciani, l’altro conduttore de La Zanzara, ha raccontato in una intervista al Corriere della Sera di aver sentito Maurizio Buratti domenica scorsa. “Ero insieme al primario. Lui gli ha raccomandato nuovamente di seguire tutte le indicazioni dell’ospedale. Ma fino all’ultimo lui non ha voluto essere intubato Definisce il vaccino un siero sperimentale, si rifiuta di farlo e dice addirittura che avrebbe chiesto asilo in Corea o in Turchia”. Su Instagram lo ricorda così. “Mauro non c’è più. Ho sperato, abbiamo sperato, che la sua pellaccia ancora una volta potesse vincere su tutto. Niente. Era una testa dura, e quella maledetta settimana è stata forse fatale. Aveva deciso di campare in un certo modo. Nessuno lo avrebbe fermato. E la nostra grande comunità gli voleva bene nonostante le sue storture, le sue teorie, i suoi umori”.

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