Morte David Rossi, il legale della famiglia: “Il pm chiese a un carabiniere di non indagare sui festini gay”

giovedì 30 Dicembre 12:16 - di Davide Ventola
morte David Rossi

Si fa sempre più torbido il caso sulla morte di David Rossi: secondo Il Giornale, l’ex comandante dei carabinieri di una stazione del Senese avrebbe ammesso che il pm Nicola Marini, responsabile dell’inchiesta, gli chiese espressamente di non indagare sui festini gay.

Una rivelazione clamorosa, che farebbe il paio con quanto asserito nei giorni scorsi anche dalla vedova del manager volato da una finestra della banca senese il 6 marzo del 2013. La donna ha insistito anche nell’intervista a Le Iene che la pista dei festini gay potrebbe portare alla verità. In questo contesto, secondo l’avvocato Carmelo Miceli, legale di Antonella Tognazzi, moglie di David Rossi, e della figlia Carolina Orlandi, appare singolare che la Procura di Genova non abbia mai interrogato il carabiniere in questione. Si tratta di Francesco Marinucci, ex comandante della stazione dei carabinieri di Monteriggioni.

Nei festini gay, politici, manager Mps e un prete

Secondo Marinucci, ai festini gay nel Senese c’erano manager Mps, politici e anche un prete. «Mi dissero ci fosse anche il procuratore Nicola Marini. Ma lui mi chiese di insabbiare quella e altre indagini». Il militare insinua anche l’esistenza di video sui festini che immortalerebbero lo stesso Marini, oggi procuratore capo reggente di Siena. Accuse pesantissime, depositate e finite (senza nomi) in una puntata delle Iene eppure rimaste senza seguito. Se Marinucci mente perché non è stato mai indagato? E il Csm che cosa aspetta a intervenire?

La morte di David Rossi e lo strano incendio nella Diocesi di Siena

«Ed è ancora più grave – dice oggi il legale a Il Giornale – che il Procuratore aggiunto di Genova Vittorio Ranieri Miniati, anche davanti alla commissione d’inchiesta dica di esserne venuto a conoscenza all’ultima udienza, quando invece noi l’avevamo depositata il 14 agosto 2019 e fatta presente più volte».

Secondo il Giornale ci sarebbe «un filo rosso che lega alcuni protagonisti della vicenda Rossi con lo strano incendio del 2 aprile 2006 che devastò alcuni uffici all’interno della Curia arcivescovile di Siena. Fu Marini a indagare l’allora economo della diocesi (difeso da Giuseppe Mussari), che aveva ingiustamente accusato del rogo l’archivista, ma anche questa vicenda finì senza colpevoli. Cosa si nascondeva in quei documenti irrimediabilmente persi dalla Curia? Strani affari immobiliari? Forse non lo sapremo mai. Ma a Siena quasi tutti sanno. E presto qualcuno potrebbe decidersi a parlare».

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