Brucia la terra
La ‘Ndrangheta organizza gli incendi in Calabria: ipotesi di gatti bruciati per distruggere i terreni. La Regione denuncia
L'assessore Gianluca Gallo mette in campo i canadair, i droni e 1.500 operai forestali
L’ipotesi più inquietante, ma su cui ancora si indaga, è la tecnica utilizzata per appiccare gli incendi in zone anche irraggiungibili: danno fuoco ai gatti e li lancia Succede in Calabria dove aleggia il sospetto che dietro ci siano le mani della ‘ndrangheta, interessata ad utilizzare i terreni bruciati per speculazioni sul pellet e sull’utilizzo dei luoghi per fare investimenti. E il centrodestra regionale risponde sfidando i criminali.
La denuncia dell’assessore Gallo: “Criminali”
In un post, l’assessore regionale alla forestazione, Gianluca Gallo ha denunciato la situazione che riguarda l’area del Pollino. “Sono con i funzionari di Calabria Verde e gli operai che finora hanno lottato contro gli incendi che sono stati dolosamente appiccati in questi giorni a Morano come a San Basile, a Castrovillari come a Cassano e questi operai, provenienti addirittura da Nardodipace, sono venuti a dar man forte e i loro colleghi per combattere contro la stupidità dell’uomo, contro coloro i quali appiccati gli incendi utilizzando degli inneschi ritardati, contro quelli che appiccano gli incendi addirittura utilizzando dei gatti alla cui coda attaccano degli inneschi per fare in modo che ci siano dei fronti molto larghi”.
“Siamo dalla parte di quei giovani che credono che in questa Calabria si possa avere un futuro migliore e coloro i quali combattono questo cambiamento saranno messi in un angolo e saranno in questi casi anche individuati e assicurati alla giustizia”.
Schierati i droni e i canadair
Gallo ha elencato i numeri del dispositivo messo in campo per la stagione antincendio: 387 operatori regionali impegnati nello spegnimento degli incendi boschivi, 50 operatori nelle sale operative per il coordinamento degli interventi e 50 direttori delle operazioni di spegnimento incaricati di guidare l’attività di lotta attiva. A questi si aggiungono 100 Vigili del fuoco, grazie alla convenzione rinnovata con la Regione, e 85 associazioni di volontariato di Protezione civile, con circa 850 volontari distribuiti sul territorio. “Abbiamo 70 postazioni operative distribuite sul territorio regionale per avere interventi immediati ed evitare che gli incendi si propaghino”, ha spiegato Gallo. Sul fronte tecnologico sono operativi 40 droni per il monitoraggio del territorio, con ulteriori piloti in fase di certificazione.
La mafia delle montagne
Diversa la situazione in altre aree interne che riguardano le province di Crotone e Vibo. Da tempo la Dda sospetta che dietro questi incendi ci sia la ‘ndrangheta. Il terreno e gli alberi bruciati producono il pellet e le organizzazioni criminali sono interessate, attraverso prestanomi, a investimenti diversi. Per questo, la Regione ha intensificato gli sforzi.