Mascherine all’aperto, Silvestri: «Una misura tanto per fare. Speranza manca di strategia»

venerdì 3 Dicembre 19:48 - di Redazione
mascherine all'aperto

L’impressione è che alcune misure, come quella delle mascherine all’aperto, si impongano «solo perché si deve fare qualcosa». Ma il rischio è creare un effetto «al lupo, al lupo». A bocciare «il mantra della prudenza a tutti i costi» del ministro Speranza e del governo è il virologo Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta. In un lungo post su Facebook, l’esperto ha sottolineato che «è davvero un peccato che a fine 2021 il ministro Speranza, che pure ha fatto diverse cose buone, non riesca ancora ad elaborare una visione strategica della risposta socio-sanitaria alla pandemia (e relativo approccio comunicativo) che vada oltre il mantra della prudenza a tutti i costi».

Le mascherine all’aperto e l’effetto “al lupo, al lupo”

Silvestri nel suo post risponde ai «tanti che chiedono la mia opinione sull’obbligo di mascherine all’aperto», basandosi, chiarisce, «su quello che riporta la stampa». «Di fronte a certe dichiarazioni sull’obbligo di mascherina all’aperto – osserva il fondatore della pagina social “Pillole di ottimismo” – l’impressione è che non si consideri nemmeno la possibilità che imporre provvedimenti ingiustificati scientificamente (ed impossibili da far rispettare, vedi partite di serie A) solo perché “si deve fare qualcosa” possa paradossalmente finire per ottenere l’effetto opposto, cioè di far aumentare i casi». Per Silvestri, «questo potrebbe avvenire, per esempio, se la popolazione si disaffezionasse all’uso della mascherina dove e quando invece servirebbe sul serio, cioè in caso di assembramento (di nuovo, esempio dei tifosi). Un po’ come nella famosa favola del “gridare al lupo”».

La bordata ai «leader politici» e ai «loro consiglieri»

«La scienza non funziona così – scrive ancora Silvestri – ed è molto triste che leader politici in queste posizioni chiave non lo capiscano (e tantomeno lo spieghino alla popolazione). E lo stesso vale per il loro consiglieri “tecnico-scientifici”. Quanto sarebbe meglio se dal ministero della Salute, anziché invocare obblighi dal sapore di grida manzoniane, poi ripresi da sindaci “zelanti”, si spiegasse ai cittadini, con calma e razionalità, ed appellandosi al loro senso civico, in quali casi le mascherine all’aperto possono veramente servire a prevenire i contagi (ed in quali casi invece sono assolutamente inutili)».

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