La mossa estrema di Letta e Conte: se Berlusconi si candida, pronti a lasciare l’aula per silurarlo

sabato 18 Dicembre 10:17 - di Francesco Severini
Letta Conte Berlusconi

Del disagio che si vive in casa Pd per lo stallo delle trattative sul Quirinale, con l’ingombrante figura di Berlusconi in campo, si è già detto e scritto in abbondanza. Ma oggi il quadro si arricchisce di un altro importante particolare: Enrico Letta e Giuseppe Conte sono pronti a tutto pur di sbarrare la strada al Cavaliere.

Il retroscena: Pd e M5S pronti a uscire all’aula

E La Stampa in un retroscena rivela che “proprio per non offrire sponde al leader di Fi si starebbe studiando una soluzione estrema, nel caso in cui Berlusconi fosse effettivamente il candidato del centrodestra: non partecipare al voto nei primi tre scrutini, quando il quorum è dei due terzi dei grandi elettori. Una mossa «un po’ al limite», ammette un parlamentare Pd, ma che servirebbe a dimostrare che i voti per il Cavaliere non ci sono e, dunque, a sgombrare il campo dal principale ostacolo al dialogo”.

L’ipocrisia della sinistra: prima hanno esaltato Berlusconi contro Meloni e Salvini e ora è tornato il nemico

Fermare Berlusconi è dunque il principale obiettivo dell’asse Pd-M5S che non propone nomi ma si adopera per bloccare quello che è tornato ad essere il “grande nemico”, fino a pochi mesi fa esaltato per la sua moderazione e il suo sostegno a Mario Draghi in alternativa al populismo di Salvini e Meloni. Un caso di scuola che fa capire quanta ipocrisia e quanta malafede albergano in una sinistra che pretende sempre di condurre il gioco politico auto-eleggendosi a parte migliore della società e della politica.

Dal M5S sette voti quasi certi per il Cavaliere

Ma proprio dai Cinquestelle potrebbero arrivare le sorprese amare per il fronte progressista. Come riferiva ieri l’Adnkronos, un esponente M5S del governo Draghi avrebbe messo alcuni colleghi parlamentari al corrente del “rischio” che, nel segreto dell’urna, diversi eletti grillini possano votare in dissenso a favore del Cav. L’esponente governativo parla di almeno cinque deputati. Cifre che non si allontanano da quelle in possesso di Gregorio De Falco, senatore del Gruppo Misto eletto nel M5S: “Ho saputo che Berlusconi può contare sull’appoggio di almeno 7 grillini alla Camera”.

Occhetto: Berlusconi non è adatto

E oggi si scomoda persino Achille Occhetto per affermare che Berlusconi sarebbe inadatto nel ruolo di Capo dello Stato. “Tutte le precedenti esperienze hanno dimostrato che per essere un Presidente della Repubblica bisogna possedere delle qualità particolari, Un uomo anche estremamente forte, come io naturalmente non considero Berlusconi, ma ammettiamo pure che lo sia, dal punto di vista politico può essere, per le sue caratteristiche, divisivo e, quindi, non impersonare le caratteristiche delineate dalla Costituzione”, ha affermato l’ex leader del Pci.

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