La moda dei “trigger warnings” all’università: un attacco al cuore della letteratura europea

venerdì 17 Dicembre 15:32 - di Adele Sirocchi
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E’ sempre più diffuso, nelle università inglesi, l’uso degli avvisi agli studenti sensibili che vanno sotto il nome di “trigger warnings”. In pratica, con queste note, si allertanto gli studenti dinanzi a materiale letterario che possiede contenuti che possono risultare violenti o razzisti o sessisti. E un portato del fenomeno culturale “woke” (risveglio) che più propriamente si identifica come cancel culture.

L’avviso dell’universià di Greenweech contro Omero

L’università di Greenwich, in Inghilterra, ha messo un avviso agli studenti che si approcciano a “1984″ di Orwell e all'”Odissea” di Omero che si tratta di “materiale che mette a disagio”. In altre università del Regno Unito, come Aberdeen, simili avvertimenti sono stati posti su Robert Louis Stevenson, il “Giulio Cesare” di William Shakespeare e Charles Dickens.

Il deputato conservatore: così si sfornano studenti impreparati alla vita

In questo modo, come la Disney che mette il bollino rosso ai film non politicamente corretti secondo i suoi standard, si appiccica un’etichetta penalizzante ai capolavori della letteratura europea. Il fenomeno non poteva non suscitare un acceso dibattito. Un deputato conservatore, Andrew Bridgen, ha fatto notare che in questo modo la scuola sforna studenti impreparati alle durezze della vita. Studenti che in questo modo restano avvolti “nelle abbondanti quantità di cotone idrofilo fornite dall’istituzione ben intenzionata ma fuorviata”. Insomma ciò che da noi comunemente si indica come “crescere nella bambagia”.

Anche Shakespeare finisce nel mirino della cancel culture

“L’università – scrive Giulio Meotti sul Foglio – mette un avviso su romanzi che parlano di parto, aborto, povertà, classismo, blasfemia, adulterio, sangue, alcol e abuso di droghe, fra gli altri. Agli studenti di un modulo è stato anche detto che hanno la possibilità di uscire dai seminari e dai corsi dei docenti senza penalità se trovano gli argomenti troppo sconvolgenti. L’università ha anche emesso avvisi per cinque opere di Shakespeare, tra cui “Sogno di una notte di mezza estate”, che “contiene classismo, misoginia, violenza psicologica e dolore” e due romanzi di Jane Austen, tra cui “Persuasione”, che dà una “nozione romantica di militare in servizio durante le guerre napoleoniche”.

Lord Archer: così leggeremo solo le fiabe di Andersen

Dame Margaret Drabble, una delle autrici più celebri della Gran Bretagna, ha dichiarato in proposito: “In linea di principio sono contro la censura e credo che la letteratura abbia diritto all’angoscia e all’allarme”. L’autore di bestseller Lord Archer ha invece insistito sulla libertà di scelta del lettore: “Spero che le persone intelligenti possano prendere una decisione. Dove finisce? Ovviamente il prossimo passo sarà smettere di leggere del tutto e nessuno lo vuole. Non vogliamo ritrovarci in una situazione in cui possiamo solo leggere Hans Christian Andersen”. 

 

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