La cancel culture se la prende con la matematica: ci sono pochi neri. Klainerman: peggio di Stalin

giovedì 8 Aprile 12:21 - di Adele Sirocchi

La cancel culture è peggio dello stalinismo. Ora in America in nome dell’inclusione e sulla scia del movimento woke appoggiato dai democratici, hanno portato l’antirazzismo anche nella matematica. Ne parla Sergiu Klainerman fuggito dal regime comunista di Nicolae Ceaușescu e arrivato negli Stati Uniti a 25 anni. Insegna a Princeton ed è considerato uno dei più importanti matematici americani. Giulio Meotti lo ha intervistato per la sua newsletter. 

Klainerman: con la teoria critica della razza minacciano la libertà di insegnamento

“Le accuse di razzismo – afferma Klainerman – sono ovunque, toccano tutte le istituzioni accademiche e quasi tutti i campi. È noto, ad esempio, che il presidente della mia università, Princeton, abbia dichiarato che l’università era stata e continua a essere razzista. La teoria critica della razza ha fatto breccia anche nella matematica, un campo che anche nella Russia stalinista rimase fuori dall’ideologia. Un recente esempio di ciò appare in un programma educativo californiano chiamato ‘Un percorso verso un’istruzione matematica egualitaria’ (https://equitablemath.org). Il programma, finanziato dalla Bill and Melinda Gates Foundation, è stato approvato dal Dipartimento dell’Istruzione dell’Oregon”.

La teoria critica della razza e i versi di Amanda Gorman

La teoria critica della razza, che sta facendo breccia appunto negli ambienti accademici Usa, considera ogni aspetto sociale e culturale dal punto di vista della razza. In base a questa teoria, per esempio, il traduttore delle poesie di Amanda Gorman è stato licenziato perché bianco e dunque inadatto a comprendere il senso dei versi di una poetessa nera. 

La cancel culture dichiara guerra ai troppi matematici bianchi

“L’obiettivo principale – continua lo scienziato – del programma è ‘smantellare il razzismo nell’insegnamento della matematica’ e promuovere la ‘matematica antirazzista’. Questa politicizzazione strisciante sta influenzando la comunità della ricerca, come si può vedere in un recente rapporto dell’American Mathematical Society, la principale associazione professionale di matematici negli Stati Uniti e nel mondo. Il rapporto, intitolato ‘Verso una matematica completamente inclusiva’, attribuisce la mancanza di una rappresentanza sufficiente dei matematici neri nella professione a pregiudizi razziali. Non è questa la sede per una confutazione di questa accusa infondata. Basti dire che il successo della matematica negli Stati Uniti è in gran parte dovuto alla straordinaria disposizione delle università americane, fino ad oggi, ad assumere i matematici più affermati e promettenti, indipendentemente dal loro paese di origine, razza, sesso, etnia, religione, preferenze culturali o qualsiasi altra considerazione”.

Klainerman: anche i media fanno solo propaganda per i democratici

Secondo Klainerman fra le pretese egemoniche della cancel culture ricordano i regimi comunisti che opprimevano la libertà di pensiero, a cominciare da quello di Ceausescu che lo studioso ha conosciuto in Romania.  “La principale somiglianza che vedo è il comportamento dei media. Si è sempre saputo che la maggior parte dei giornalisti che lavoravano al New York Times, Washington Post, Los Angeles Times, Chicago Tribune e nei principali canali televisivi e radiofonici come CNN, NBC, CBS, ABC e NPR erano fortemente di sinistra. Eppure, le loro istituzioni erano attente a preservare almeno una pretesa di obiettività. Sulla scia dell’era Trump tutto questo è finito. Sono diventati in gran parte propaganda aperta per il Partito democratico. Inoltre, come è ormai ampiamente noto, i principali social media come Facebook, Twitter e You Tube sono attivamente impegnati nella censura politica contro i conservatori”.

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