Il Pd all’attacco di Vasco Rossi: a Trento pochi biglietti venduti, scontro sul rimborso per il flop imprevisto

giovedì 9 Dicembre 8:37 - di Marta Lima

Vado al massimo ovunque, tranne che a Trento, canterebbe in questi giorni Vasco Rossi, finito nel mirino del Pd per il flop annunciato del suo concerto nel capoluogo trentino, previsto per il 2022. Sold out ovunque, tranne che a Trento, e scoppia lo scontro politico tra il Comune e la Provincia, il primo a guida centrosinistra, la seconda a guida leghista.
Nel mirino del Pd c’è la convenzione stipulata dalla Provincia Autonoma di Trento con due società private, ma anche l’arena che il 22 maggio del 2022 ospiterà il concerto ancora tutta da creare, l’ospitalità al cantante e una mostra a lui dedicata. Qualche giorno fa il consigliere del Pd Alessio Manica aveva interrogato la Provincia di Trento sostenendo che “su 120 mila biglietti a disposizione, allo scorso 26 ottobre ne risultavano venduti solo 70.675”. Un dato imprevisto, visto che altrove i biglietti sono già tutti esauriti, ma nel caso di Trento, secondo Manica, la differenza tra il venduto e il previsto finirebbe a carico dell’ente autonomo.

Lo scontro tra il Comune di Trento e la Provincia

“Da quanto apprendiamo il concerto di Vasco Rossi a Trento è l’unica data in Italia a non essere ancora sold-out. Visto che siamo anche gli unici in Italia che per contratto si sono impegnati ad acquistare con soldi pubblici i biglietti rimasti invenduti (ah il buon cuore di mamma Provincia!) non ci resta che sperare nelle svendite post natalizie!”, è scritto in un post del Pd Trentino. In più il Pd contesta l’individuazione dell’area che ospiterebbe il concerto, ettari di vigneto dovranno essere espiantati per fare spazio all’evento di Vasco Rossi, se queste aree siano tutte a disposizione della Provincia o di Patrimonio del Trentino, se sia necessaria una revisione del Prg di Trento, quanti ettari di vigneto dovranno venire espiantati, se esiste un piano della sicurezza e a quanto ammontano le penali nel caso di mancato evento.

La replica è arrivata dall’assessore provinciale alla Cultura Mirko Bisesti: “I biglietti finora venduti sono 70mila (dato aggiornato al 21 ottobre ndr): di questi, poco meno di 30mila sono stati venduti ai residenti di Trentino, Alto Adige e Tirolo, mentre gli altri circa 40mila nel resto del Paese”. Che fretta c’è di gridare al flop, dunque? L’area individuata, inoltre, è solo indicativa e sarà oggetto di modifiche che saranno concertante con gli organi sicurezza e gli organizzatori.

Il Pd all’attacco di Vasco Rossi anche su ospitalità e mostra fotografica

Nel mirino anche le onorifiv+cenze concesse al cantante di Zocca.All’ artista sarà intitolato un luogo specifico della città e gli sarà conferita un’ onorificenza provinciale. In più è prevista la realizzazione di una mostra fotografica Vasco Rossi per un costo pari a 100.000 euro al netto di ogni tassazione e con un incasso per la Provincia limitato al 55% del totale. Infine il Trentino si è accollato le spese di ospitalità per artista e staff tecnico ed artistico fino ad un limite massimo di 300.000 euro, denuncia il Pd.

Intanto scoppia anche il caso dei biglietti “ginfiati”. Consumatori24, ente per la tutela dei consumatori con sede principale a Treviso, riferisce di aver ricevuto numerose segnalazioni nell’ultimo periodo e che queste hanno visto protagonista la vendita di biglietti online per l’accesso al concerto di Vasco. Le segnalazioni sarebbero pervenute da molte province italiane tra le quali Treviso, Vicenza, Verona e Trento, proprio il luogo in cui si terrà l’attesissima e così denominata “Vasco Live”. I segnalanti riferiscono che i problemi sono nati a seguito dell’acquisto di biglietti sulla piattaforma Viagogo.com.

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