“Il patriota di destra? Esiste solo nei film di Mel Gibson”. La Meloni fa impazzire i fan di Travaglio

lunedì 27 Dicembre 11:11 - di Lucio Meo

La rubrica delle lettere, sul “Fatto Quotidiano“, è sempre ricca di spunti interessanti che contribuiscono a fare chiarezza sul profilo antropologico dei lettori di Marco Travaglio, un mondo a parte, rispetto a quello che calpesta umilmente il suolo terrestre, un popolo di indignati che segue alla lettera gli input del capo. Come Mel Gibson, quando urlava “al mio segnale scatenate l’inferno!”.
Da qualche settimana l’ordine è di parlar male del nemico numero 1, Silvio Berlusconi, e visto che ci si trova, anche del centrodestra, andando a parare su quella banalissima definizione di “patriota” che Giorgia Meloni aveva indicato come caratteristica del futuro inquilino del Quirinale. Una parola, “patriota”, che a detta dei lettori del “Fatto” a destra non andrebbe neanche usata, se non per indicare quelli che hanno fatto la Liberazione, ovvero i partigiani, da Pertini in giù, per intenderci. A proposito di Mel Gibson, ecco cosa scrivono i Travaglio’s fans…

Il patriota di destra che non piace ai fans di Travaglio

Ecco la lettera al “Fatto” del lettore inquietato, con la pelle d’oca: “All’appello ormai troppo frequente sulla necessità di avere un presidente ‘patriota’, mi sento sempre più inquieto. Il sostantivo, usato nel caso come una baionetta, assume un significato sinistro e un brivido mi pervade. Ho sempre creduto che per patrioti si intendessero tutti quei troppi giovani morti lottando per la Liberazione. Cerco consolazione nella speranza che invece stiano valutando la candidatura di Mel Gibson“. La battutona finale, in realtà, è un complimento alla destra. “Braveheart” è sicuramente il simbolo di un eroico patriota scozzese, avercene in Italia…

La solita lamentazione sul nemico Berlusconi

Poi si passa a Berlusconi, con la solita lagna: “Il Quirinale è lo scudo che B. cerca da sempre Sentire e leggere della possibile elezione di B. a Capo dello Stato sta diventando sempre più inquietante. Partito dall’idea che potesse usare questa carta come merce di scambio per ottenere un salvacondotto giudiziario, facilitando l’elezione di una figura grigia ma organica al sistema, si sta materializzando ogni giorno di più la sua intenzione di diventare “padre della Patria”. Un po’ perché si sta convincendo davvero di esserlo (Montanelli docet), un po’ perché ha capito che nel nostro povero Paese può fare ciò che vuole. Ma soprattutto perché sarebbe il suo scudo contro il pericolo che qualche giudice molesto lo inchiodi alle sue responsabilità, una volta per tutte. Che non gli interessi l’unità nazionale, il bene comune, la pace sociale, l’amore di patria e la dignità, è risaputo, preso com’ è da se stesso. Possibile però che così tante persone non vogliano vederlo?”.

Sì, è possibile. Forse perché non tutti, se ne faccia una ragione Travaglio, leggono “Il Fatto Quotidiano“.

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