Quirinale, le liste di proscrizione del Fatto. Dopo Berlusconi, bocciato anche Pera: «È amico di Verdini»

sabato 4 Dicembre 14:04 - di Valerio Falerni
Pera

Passi pure per l’odiato “B.”, ma se – come sembra – il veto del Fatto Quotidiano si estende anche a Marcello Pera, meglio farebbe Marco Travaglio a darlo lui il nome del candidato del centrodestra al Quirinale. E se lui ha troppe carte bollate da sfogliare in questo periodo, può smistare l’incombenza ad Antonio Padellaro, che cui condivide l’astio per il Cavaliere e l’assiduità nei talk-show. Del resto, è stato proprio Padellaro vergare il corsivo che si prefigge di stroncare la candidatura al Colle dell’ex-presidente del Senato. Una candidatura, in realtà, molto eventuale. Ma è bastato che a Piazzapulita Alessandro Di Battista gli mettesse la pulce nell’orecchio per farlo scattare e assumere la posizione di guardia.

Padellaro attacca Pera

Non vogliamo con questo dire che è come un pugile suonato, ma di certo un po’ stupisce che Padellaro senta il richiamo della foresta come un Andreascanzi qualsiasi ogni qualvolta sente pronunciare il nome di un forzista. Infatti, appena udito quello di Pera lo ha connesso “per territorio” (sono entrambi toscani) a quello di Denis Verdini. Oltre che, ovviamente, a quello di Matteo Renzi, altro politico non proprio popolare tra i redattori del giornale di Travaglio. E poiché da cosa nasce cosa, e Verdini è il papà della compagna di Matteo Salvini ecco che il cerchio si chiude e sembra già di vederlo Pera che fa gli auguri di fine agli italiani con la foto (e dedica) di Silvio sulla scrivania.

Il giornale di Travaglio accecato da Berlusconi

Una ricostruzione, come ben si può veder, a dir poco forzata e che non rende rende onore a Padellaro. Dopotutto è un giornalista affermatosi in un tempo in cui i partiti potevano ancora ostentare qualche quarto di nobiltà. Vederlo ora esibirsi in voli pindarici o mettere nero su bianco retroscena degni di un terrapiattista mette una certa tristezza. Al contrario, lo immaginavamo impegnato a portare un po’ di cultura politica tra le tricoteuse del Fatto. Il contagio c’è stato, ma al contrario. Fino a vedere un giornalista come lui attardarsi a dipingere Pera con i lividi colori della cronaca giudiziaria. Sic transit…

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