Veneziani: “Quel virus chiamato spread: 10 anni fa il trappolone contro l’ultimo governo di centrodestra”

sabato 6 Novembre 16:08 - di Gabriele Alberti
Veneziani spread

Marcello Veneziani ha fatto un raffronto, al solito, geniale tra i due virus “letali” che a distanza di dieci anni abbiamo incontrato sulla nostra strada. “Dieci anni fa, di questi tempi, l’Italia contrasse un virus letale e una tremenda pandemia; che portò alla morte il governo in carica eletto liberamente e democraticamente dal popolo sovrano. Era un virus sconosciuto e velocissimo nella sua propagazione, mai sentito prima d’allora e mai più sentito dopo di allora. Stava portando il Paese in un baratro da cui non si sarebbe più ripreso, fuori dall’Europa o sotto i suoi stivali. Quel virus si chiamava spread, precursore del covid, e ogni giorno ci spiegavano che era il differenziale di rendimento dei Btp, i Buoni del tesoro, con i bund tedeschi”.

Veneziani, i due virus paralleli e le cure per debellarli: spread e covid

Con un agile e corrosivo raffronto, l’articolo di Veneziani (uscito su Panorama) passa in rassegna le diverse “cure” adottate per debellare i due virus. “Lo spread misurava la febbre debitoria del nostro paese e urgeva di terapia d’urto; ma di quelle drastiche e tempestive. Non c’era bisogno di costringere la popolazione agli arresti domiciliari e poi al vaccino e al green pass, come è stato col covid: quel virus si poteva debellare stroncando il suo veicolo: ossia il governo in carica“.

Anche la genesi di questo virus aveva delle affinità con il covid, secondo la vulgata del tempo: “sfuggito dal laboratorio d’Arcore”. E ” pur avendo una natura economico-finanziaria che attaccava le banche, il debito sovrano e i bilanci dello Stato, il virus era stato contratto dal Presidente del Consiglio dell’epoca come una malattia venerea: contagiosa, curiosamente definita bunga-bunga. Si stabilì infatti un nesso magico e inspiegabile tra il virus finanziario e i comportamenti” dell’allora capo del governo.  Messo in croce da “magistrati, i giornaloni e i giornaletti, i poteri forti, fortissimi ma anche deboli, che ne chiedevano l’incriminazione e la messa al bando. Lo spread incalzava”.

Veneziani: “Quel novembre di dieci anni fa”

Come cambiano i tempi…Se con il covid si invocò la “vigile attesa”, per il virus chiamato spread ci furono momenti di grande turbolenza e un’azione immediata: “mesi di terapie mediatico-giudiziarie intensive. E dopo un periodo lungo di lockdown per il governo in carica, con episodi clamorosi di pentitismo tra cui quello del convertito Fini; che ripudiò la sua appartenenza all’alleanza sultanesca, il Gran Visir abdicò; gettò la spugna, lasciò la guida del paese col suo governo dimissionario. Fu proprio nel novembre del 2011, giusto dieci anni fa”.

Monti, “l’esorcista antispread”

Il presidente dell’epoca, Giorgio Napolitano, prosegue Veneziani allineando i due periodi storici  “annunciò l’arrivo di un vaccino portentoso, approvato dalle cancellerie europee e dai maggiori virologi della finanza. A somministrarlo fu chiamato l’esorcista antispread Mario Monti, che accettò a patto che fosse prima immunizzato da ogni rischio: ottenendo come polizza il Senato a vita. Con lui arrivò una corte di terapeuti prodigiosi, tra cui la fattucchiera Elsa Fornero. Nel giro di poco tempo calò lo spread, e dopo pochi mesi quel virus, di cui nessuno, almeno tra la gente, aveva mai sentito parlare, scomparve, si volatilizzò. Chi parlò più di quel virus, chi lo nominò o lo paventò nei tempi che seguirono?”. Quel virus di cui nessuno parla più.

All’epoca, dieci anni fa, lo spread era il padre di tutti i virus, quello che ci avrebbe condotto alla rovina. Proprio strano, ironizza il saggista ed editorialista che oggi non se ne parli più se non di sfuggita. Al punto che “lo spread diventò una favola dei fratelli Grimm. E pensare che oggi in Cassazione – sottolinea Veneziani – si parla ancora delle “cene eleganti” di Berlusconi ma dello spread nessuno sa più nulla”. E anche prima del 2011,  prima che arrivasse lo spread, “l’Italia passò incurante dalla crisi mondiale innescata dalla crisi americana del 2008”. La cosa che più preoccupava a quel tempo erano le cene galanti di Berlusconi. Della crisi finanziaria non si occupava quasi nessuno.

Veneziani:”il trappolone chiamato spread contro l’ultimo governo eletto”

Tutto questo racconto con la penna dirompente di Veneziani porta a una conclusione: “I suoi governi non furono la svolta e la salvezza dell’Italia ma nemmeno la dittatura e la catastrofe, come furono invece presentati. È però curioso notare che l’ultimo governo uscito davvero dalla urne fu bruciato in quella miscela infame e in quel trappolone chiamato spread. Fu l’ultimo governo di centro-destra. Una lezione per il futuro. Salvini, Meloni e il recidivo Berlusconi sono avvisati.

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