Giravolta M5S: ok al 2×1000. Conte la spunta, ma la sua è una vittoria di Pirro: ecco perché

martedì 30 Novembre 17:52 - di Chiara Volpi
M5S

M5S, Conte la spunta sul 2×1000. E fa passare il risultato referendario online del Movimento come un trionfo che attesta ufficialmente l’ok al nuovo corso pentastellato. Ma anche questo doppio salto mortale con avvitamento a destra, per quanto finito su due piedi, è una vittoria di Pirro. L’esito della consultazione online che si è conclusa oggi fa sì che il Movimento acceda al al finanziamento del 2xmille e al finanziamento privato in regime fiscale agevolato attraverso l’iscrizione al registro nazionale. Ma entrando nel dettaglio della matematica percentuale che acclara il risultato finale delle votazioni. E confrontandolo con le dichiarazioni entusiastiche di Conte – e quelle assai perplesse di molti dei grillini – i conti non tornano. E ora vediamo perché.

M5S, ok al 2×1000: la vittoria di Pirro di Conte

Partiamo dunque dal commento soddisfatto di Conte a urne virtuali chiuse. «C’è stata un’ottima partecipazione e il 72% è a favore del 2xmille, la stragrande maggioranza», ha dichiarato frettolosamente il neo leader del M5S. Poi ha anche aggiunto: «Io ho preso atto di una richiesta che era già sul tavolo. E mi è sembrato opportuno che fosse discussa e votata. Se accettiamo il principio della democrazia diretta, è questo», ha quindi concluso l’ex premier a proposito dell’esito della votazione sul finanziamento al Movimento 5 stelle.

Cade in frantumi anche l’ultimo baluardo del M5S prima maniera

Come se il tema della partecipazione e della democrazia diretta, vessilli della prima stagione del M5S che fu, siano stati rispettati solo perché il via libera all’ennesima giravolta movimentista è arrivato dopo il voto sul web. Senza contare che, nella sua irrefrenabile voglia di emancipazione da vecchi stilemi (e statuti) grillini. E di omologazione con i partiti di lungo corso, Conte ha fatto cadere il velo malconcio degli ultimi tabù pentastellati: quelli che rappresentavano il pannicello caldo che teneva al riparo attivisti e parlamentari a 5S dal rischio di essere individuati come gli ultimi iscritti al registro della casta. E allora: vale per lo sdoganamento del 2×1000 e anche del terzo mandato, presentati come necessità dettate dal contesto.

Nel dettaglio dei numeri: ecco perché l’ultima giravolta grillina non è una vittoria

Veniamo ora al dettaglio dei numeri. Quelli che, con la veridicità incontrovertibile della matematica percentuale, attestano la magra partecipazione al voto fatta passare per una vittoria schiacciante. Alla consultazione in rete hanno preso parte 33.967 iscritti su 131.760 aventi diritto al voto (meno del 26%). Di questi hanno votato “sì” 24.360 iscritti (il 71,72% dei votanti), mentre i restanti 9.531 (corrispondente al 28,06%) hanno votato “no”. Per il presidente grillino Giuseppe Conte è «è un ottimo segnale». E se per Conte la magra percentuale di partecipazione al voto. E, al suo interno, il 72% abbia sconfessato quello che fino ad ora rappresentava uno dei pochi pilastri storici del Movimento rimasti intatti, è un segnale di vittoria, contento lui…

Ok al 2×1000: la voce del dissenso grillino contrasta il grido di vittoria di Conte

Forse l’avvocato dimentica, e glielo ricorda nero su bianco Il Giornale, «che nel 2014 su Il Blog delle stelle compariva un articolo dal titolo che non lasciava campo a libere interpretazioni: “I partiti vogliono i soldi del tuo 2xmille, il M5S no”. Il tutto accompagnato da un’ulteriore specificazione: “Il M5S non è un partito e non vuole i soldi del tuo 2xmille”». Con oggi la storia cambia però. Bisogna solo vedere se i dissidenti acconsentiranno al nuovo corso e come si svilupperà il cammino, fin qui accidentato del M5S 2.0. Già, perché la forma di finanziamento pubblico alimenta un acrimonioso dibattito in seno al Movimento. Con il senatore grillino Vincenzo Presutto, che a caldo ha sottolineato: «Rispetto il voto degli iscritti, ma oggi viene violato uno dei principi identitari più forti del M5S. Uno dei valori fondanti, voluto da Beppe Grillo e da Gianroberto Casaleggio. E che ha decretato il successo politico del Movimento fino ad ora».

M5S, «Rispetto il voto degli iscritti, ma oggi viene violato uno dei principi identitari più forti del M5S»

Parole a cui, guarda caso, hanno fatto prontamente eco quelle del senatore grillino Primo Di Nicola, che a votazione ultimata ha a sua volta sottolineato: «La base M5S dice sì al 2×1000? Questa è la decisione della maggioranza dei votanti e va rispettata. Certamente una questione così cruciale. Un voto così importante. Avrebbe richiesto un dibattito più approfondito. È noto a tutti come la questione del finanziamento della politica sia una questione molto delicata. Sulla quale, voglio ricordarlo, in un referendum del 1993 i cittadini si pronunciarono in maniera plebiscitaria contro il finanziamento pubblico dei partiti». Eppure la tappa obbligata per trasformare il Movimento in partito sembra essere raggiunta. Con buona pace di chi, facendone parte, se ne rammarica.

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