Dietro-front grillino anche sui soldi pubblici del 2xmille. E Di Battista azzanna Conte

giovedì 25 Novembre 16:28 - di Marzio Dalla Casta
Conte

La migliore della settimana, anzi della legislatura, è del senatore grillino Giuseppe Audinio: «Così rischiamo di sputtanarci». Gli è sgorgata in maniera del tutto involontaria dopo aver appreso della decisione di Giuseppe Conte di iscrivere entro il prossimo 30 novembre il M5S nel registro dei partiti per accedere al finanziamento del 2xmille. Veramente da scompisciarsi dalle risate. Già, qualcuno lo avverta che è di parecchio indietro sul programma: super-sputtanato il Movimento lo è da tempo. Solo lui non se n’era accorto. Prove ne sia le parole con cui Conte ha infiocchettato la decisione, presentandola come «un passaggio significativo, che segna uno scarto rispetto al passato». Una sorta di evoluzione della specie che ha adattato il primitivo homo grillinus al mutato clima del palazzo. Insomma, l’ennesima capriola travestita da realpolitik. Il povero Audinio è solo, o quasi, a difendere il perduto onore. Sentite Conte: «La stragrande maggioranza degli eletti è pronta ad affrontare la novità. Ci sono quattro o cinque contrari, qualcuno ha dubbi. Ma il resto è favorevole».

Conte: «Pochi i contrari»

Sia come sia, a scrivere la parola fine – lunedì o martedì prossimo – sarà la solita consultazione on line degli iscritti. Un voto che l‘ex-premier chiederà più per convenienza che per convinzione. Come ha infatti lui stesso ammesso, «se i nostri iscritti ritengono che questa strada non sia percorribile neppure ci finanziano». È il motivo per cui Conte annuncia la presentazione di un «quesito chiaro». La solita excusatio non petita Si vedrà. Per il momento, il M5S si divide tra quelli alla Audinio, come Danilo Toninelli, e sepolcri imbiancati alla Vito Crimi («pur iscrivendo il M5S al registro dei partiti, rimaniamo quello che siamo: un movimento»). Come se la questione fosse lessicale e non di sostanza politica. A girare il dito nella piaga è però la senatrice Laura Bottici. «Non è che prendiamo il 2 per mille e con questa scusa non restituiamo più parte dello stipendio? Se così fosse sarebbe molto scorretto». Non solo, ma lo sputtanamento diventerebbe doppio.

Di Battista: «Votammo contro la legge»

È quel che paventa Alberto Airola. «I giornaloni scriveranno che il M5S diventa un partito e prende i soldi dei cittadini». Perché, si può forse raccontarla in un altro modo? Meglio il crudo realismo di Elvira Evangelista. «È finito il tempo in cui ci finanziavamo con le pizze – sentenzia – , non è più l’epoca di Beppe Grillo. Abbiamo bisogno di questi soldi». Proprio come “quelli di prima”, che  anche per questo, però, i grillini come Evangelista bollavano come Casta. Meno male che a rinfacciarlo c’è Alessandro Di Battista. «Nel 2013 – ricorda – Il Movimento rifiutò 43 milioni di euro di finanziamento pubblico. Votò contro la legge che istituiva il 2X1000 ai partiti sostenendo che fosse un finanziamento pubblico mascherato.  Era un bel Movimento. Oggi segue la strada di tutti gli altri partiti una strada che un tempo non avrebbe imboccato nemmeno sotto tortura». Appunto, più sputtanati di così…

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