M5S spazzato via alle urne, ma Conte fa lo gnorri e dà la colpa al tempo: «Siamo partiti tardi»

lunedì 4 Ottobre 20:32 - di Lara Rastellino
Conte M5S

M5S spazzato via alle urne, ma Conte fa lo gnorri e dà la colpa al tempo: «Siamo partiti tardi»… La tattica di Conte? Prendere tempo. Persino di fronte alla disfatta elettorale. Una debacle sotto gli occhi di tutti: Grillo in testa a tutti. E poi Raggi. Attivisti e parlamentari pentastellati, attivisti e ottimisti indefessi: tutti prendono atto della sconfitta che di fatto li spazza via compresi. Tutti tranne Conte: che la gnorri. Tergiversa e reclama tempo. Per studiare il responso delle urne che boccia il M5S clamorosamente. E rispetto al quale, arrivando alla Camera, il neo leader a 5s, esorta: «Fatemi prima analizzare i dati».

Conte, incassa la sconfitta e chiede tempo per il M5S

Tempo, che l’ex premier invoca come necessario per “la semina”. «Avevo detto che ci avrei messo la faccia. E sono qui a metterci la faccia. Questo è il tempo della semina per il M5S – dichiara Conte tirando acqua al suo mulino (tanto per rimanere nella metafora bucolica) –. Siamo appena partiti con un nuovo corso, insediato poco prima che si depositassero le liste. Dunque un corso che non ha potuto dispiegare tutte le sue potenzialità».

Conte temporeggia e dà la colpa al tempo: «Siamo partiti tardi»

Prende tempo, Conte. Con attivisti ed elettori. Ma sa bene che il suo problema – e quello del M5S che guida – non è il tempo. E del resto, l’avvocato del popolo contrariamente a quanto dichiara, ha fretta: di dimostrare che il suo arrivo può fare la differenza. Di avere modo di incollare i cocci di un Movimento dilaniato dalle fronde e dalle fughe. E da un disaccordo che spacca dai vertici alla base l’intera compagine della galassia pentastellata che, come i dinosauri, rischia l’estinzione totale. Il tempo scarseggia, infatti per Conte, alle prese con un’era glaciale cominciata con il gelo tra lui e Grillo. E acclarata dal voto di oggi, con cui gli elettori hanno scolpito a caratteri di fuoco la distanza siderale che li separa dal M5S.

Conte, il nuovo progetto del M5S richiederà tempo…

Eppure, disattendendo fatti e numeri, Conte continua imperterrito a infarcire di chiacchiere un risultato elettorale che parla senza necessità di ricorrere a troppe parole. E che la matematica percentuale sembra aver accreditato ormai con la veridicità e l’attendibilità di calcoli e riscontri. Numeri che, se venissero confermati, profilerebbero una sconfitta epocale per grillini e contiani del M5S. Ma per Giuseppe Conte, la colpa è sempre del tempo. Tanto che, non a caso, nelle sue dichiarazioni a caldo, Giuseppi aggiunge: «C’è tanta voglia di partecipare e tanta domanda di politica. Abbiamo cercato di intercettarla ma siamo partiti molto tardi. Questo progetto politico di rinnovamento del M5S è un progetto di medio e lungo termine, richiederà tempo per alimentare i gruppi territoriali e i forum tematici».

Intanto il M5S scompare a Milano, se la vede brutta a Roma, crolla a Torino

Nel frattempo, però, il M5S scompare a Milano, dove Paragone supera addirittura il candidato M5s. Se la vede brutta a Roma, con la Raggi sempre più alle corde in un ring che vede competere Michetti, in vantaggio ai punti su Gualtieri. A Torino il primo round va al candidato di centrosinistra che prevale di poco su quello di centrodestra. E con cui probabilmente se la vedrà al ballottaggio. Mentre crolla il M5S con la Sganga, che racimola cifre da prefisso telefonico. Ma Conte che dice? «Su Roma aspetterei, mi sembra che dalle proiezioni ci sia ancora da fare valutazioni con una certa prudenza»… Si appella al risultato di Napoli, che vede l’affermazione del candidato di un’ampia coalizione di centrosinistra, ad asse Pd-M5S, e asserisce: «Siamo orgogliosi del risultato di Gaetano Manfredi».

M5S, una debacle ovunque, ma Conte vede «segnali molto incoraggianti»…

Ma, soprattutto, Conte sorvola sulla debacle disseminata ovunque nei seggi del Belpaese, asserendo: «I risultati, anche quando non in linea con le nostre ambizioni, non possono compromettere il nuovo corso del M5S. Che va realizzato nel medio e lungo termine. Una delle criticità è lo scarso radicamento sul territorio, per questo abbiamo iniziato questo nuovo percorso. Di dialogo con i cittadini sul territorio. E ci sono segnali molto incoraggianti». Sempre previo l’accordo con il Pd. Se lo dice lui…

 

 

 

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