Ddl Zan, il trucco del Pd per farlo rientrare dalla finestra. Malan smaschera l’articolo “nascosto”

mercoledì 3 Novembre 12:49 - di Angelica Orlandi
ddl Zan Malan

Il Ddl Zan, respinto dal Senato rientra dalla finestra. Se ne è accorto il senatore di Fratelli d’Italia, Lucio Malan. Nel Pd fanno i furbetti, le provano tutte per imporre il pensiero unico. “Il ddl Zan torna attraverso tre commi infilati in modo piratesco alla Camera in un articolo del decreto-legge recante: ‘disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale’. L’emendamento 1.294- spiega il trucchetto Malan – approvato senza illustrazione e senza discussione, è proposto da Alessia Rotta e Raffaella Paita, entrambe Pd. Sono  presidenti rispettivamente delle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera. Questo decreto vieta ‘sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o stereotipi di genere offensivi;  o messaggi lesivi del rispetto, del credo religioso o dell’appartenenza etnica; oppure discriminatori con riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere’”.

Il Pd introduce i dogmi del ddl Zan surrettiziamente

Sul ddl Zan e i giochetti del Pd incalza ancora Malan: “Insomma, in base a queste espressioni potrà essere rimossa pubblicità o vietata la circolazione di chi non si conforma all’ideologia di Stato introdotta di soppiatto. I dettagli, spiega il comma 4-ter, mimetizzato come ‘comma 1, lettera a-quater, numero 1’ saranno definiti con un decreto del ministro delle pari opportunità Elena Bonetti, aperta sostenitrice del Ddl Zan”. “Un cartellone pubblicitario con la foto di una bella donna sarà considerato ‘sessista’? – chiede il senatore di FdI-.   Una donna che stira o un uomo che nella pubblicità di un film salva una fanciulla saranno considerati ‘stereotipi di genere’? Un adesivo su un’auto con scritto che Gesù è figlio di Dio;  o che Cristo è Re sarà considerato lesivo dei non cristiani? – incalza ancora Malan- . Una pubblicità che raffiguri solo coppie uomo/donna sarà lesivo delle persone Lgbt? La pubblicità di reggiseni sarà considerata lesiva dell’identità di genere se dice di rivolgersi alle donne?”.

Malan smaschera il trucchetto del Pd: inserire il gender in un articolo che riguarda i monopattini

“Non sono domande oziose – osserva- , sono casi che già si sono verificate all’estero: ad esempio nel Regno Unito, dove questa ideologia è già entrata nelle leggi. Basti ricordare che, anche senza questa norma, sindaci di sinistra hanno vietato cartelloni e autocarri ‘vela’ che dicevano semplicemente:‘i bambini sono maschi, le bambine sono femmine’. Gli adepti del ‘gender’ dovrebbero avere il coraggio di portare avanti le loro istanze in maniera aperta. Non in un articolo e un decreto-legge che parla di tutt’altro. Viene anche da chiedersi: come la Presidenza della Camera non abbia ritenuto tale emendamento estraneo per materia, in un simile decreto: che parla  della circolazione dei veicoli, di monopattini e rotatorie.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *