Ddl Zan avanti tutta, il Pd torna alla carica. Il testo sarà in aula al Senato il 27 ottobre

martedì 19 Ottobre 19:10 - di Alberto Consoli
Ddl Zan

Ddl Zan avanti tutta. La  sinistra che si sente col vento in poppa dopo le “gloriose” amministrative torna alla carica con il suo vessillo, la sua bandiera. Nella conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama  il Pd ha chiesto la calendarizzazione della prosecuzione e conclusione della discussione generale sul ddl Zan. Si terrà mercoledì 27 ottobre. “A seguire ci saranno i due voti sul non passaggio agli articoli chiesti da Lega e FdI”, ha spiegato la  presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi.

Ddl Zan , la sinistra ci riprova

Costretto a lasciar perdere il Ddl Zan, dopo un’estate di fuoco, il Pd torna alla carica sulla  legge sull’omostransfobia. Una testo accantonato in campagna elettorale ora, a urne appena chiuse, la Cirinnà torna a spingere sul tema, approfittando del “clima” che i dem stanno assaporando. La parabola del ddl Zan è quantomai bizzarra.  Sembrava la battaglia della vita, non si parlava d’altro, grandi scontri in Parlamento, tanto che si erano fatte le corse per portare il testo al Senato prima della pausa estiva. Le speranze che il testo passasse si erano a poco a poco affievolite ed Enrico Letta aveva fatto buon viso a cattivo gioco, rimettendo il testo nel cassetto.

Ecco perché il Pd ripose la legge nel cassetto

Ora, eccolo rispuntare. Scopriamo così che per il Pd il ddl Zan torna in vetta alle priorità. A pensar male si fa sempre peccato ma… Come non rilevare che un tema forse divisivo in campagna elettorale improvvisamente diventa urgentissimo.  Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia aveva già smascherato i dem prima delle elezioni. Una calendarizzazione ragionava il vicepresidente del Senato assai sospetta. Era il 12 ottobre quando La Russa smascherò il Pd. Se ne poteva discutere prima delle Amministrative, il tempo tecnicamente c’era. Il partito di Letta e il M5S non colsero l’occasione di discutere della legge, pure tanto evocata. “Perché il Parlamento non può esprimersi prima delle elezioni?”, chiese allora La Russa. “Perché la verità è che Pd e M5s hanno una paura folle che il Ddl non sia approvato. E non vogliono che se ne parli. Soprattutto nel periodo elettorale». I fatti danno ragione a FdI.

Ddl Zan, il sinistra “riscopre” dopo le elezioni la sua priorità

“Carpe diem” sembra essere il motto della Cirinnà, madrina del Ddl Zan. “Ora è il momento di decidere”, dice trionfalmente la senatrice dem. Cirinnà, convinta che “i risultati delle elezioni amministrative dimostrano che è forte nel Paese la domanda di eguaglianza e giustizia”. Ecco che la discussione sul tema torna indifferibile. E così il ddl Zan, approvato a Montecitorio lo scorso novembre dalla vecchia alleanza giallorossa, sarà all’esame del Senato il 27 ottobre. Salvo imprevisti…

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