Ddl Zan, la discussione rinviata dopo i ballottaggi. La Russa smaschera Pd e M5S: temono il flop

martedì 12 Ottobre 20:49 - di Lara Rastellino
Ddl Zan La Russa

Ddl Zan, la discussione rinviata a dopo i ballottaggi. E La Russa smaschera gli altarini di Pd e M5S: «Hanno una paura folle che non sia approvato»… Dunque, il Ddl Zan, uscito dalla porta, rientra dalla finestra. Alla chetichella e con una tempistica che apre a dubbi e sospetti. Almeno tra i banchi dell’opposizione. La Conferenza dei capigruppo del Senato, infatti, deciderà nella riunione di martedì prossimo, 19 ottobre, tempi e modalità di ripresa dell’esame del disegno di legge Zan contro la omotransfobia. Una calendarizzazione rispetto alla quale il senatore di Fdi Ignazio la Russa, vicepresidente del Senato, ha espresso perplessità circostanziate. Che ha cercato di smascherare anche con una semplice domanda che implicitamente, contiene anche la risposta: «Perché non lo facciamo questa settimana? Forse – ha ironizzato polemicamente il senatore di Fdi – perché ci sono le elezioni di mezzo»…

Ddl Zan, La Russa smaschera la sinistra: ecco perché la discussione è rinviata dopo le urne

Una provocazione, quella del vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa, sui tempi decisi per il Ddl Zan. Del resto, già nei giorni scorsi il senatore di Fdi aveva fatto sapere di aver chiesto, insieme al collega leghista Roberto Calderoli, la calendarizzazione della legge, che la sinistra ha surgelato opportunisticamente per un po’. E che oggi torna a rilanciare asserendo: «Disperatamente state rinviandolo a dopo le elezioni – ha insistito La Russa rivolgendosi agli esponenti del centrosinistra –. Ma la giornata di giovedì era vuota. Se fosse falso che loro il Ddl Zan non lo vogliono discutere perché non vogliono affrontarlo durante il periodo elettorale – prosegue il senatore estendendo il dubbio a tutti gli interlocutori – perché temono una ripercussione negativa degli italiani e degli elettori, l’avrebbero messo in discussione giovedì che non abbiamo niente da fare. E invece aspettano che finisca il turno elettorale»…

La Russa polemico: «Pd e M5s hanno una paura folle che non sia approvato»

Insomma, il dubbio non suscita implicazioni “amletiche”: è molto chiara la sua spiegazione. «Perché il Parlamento non può esprimersi prima delle elezioni? Perché, come ha detto già qualche giorno fa La Russa, «la verità è che Pd e M5s hanno una paura folle che il Ddl non sia approvato. E non vogliono che se ne parli. Soprattutto nel periodo elettorale». Una prospettiva plausibile, su cui nei giorni scorsi si è espresso, sarcasticamente, anche il capogruppo di FdI a Palazzo Madama, Luca Ciriani. Il quale, coinvolgendo lo stesso segretario del Pd, Enrico Letta, nella sua disquisizione, non ha potuto fare a meno di ricordare ironicamente come, anche recentemente, «abbiamo sentito le parole del segretario del Pd Enrico Letta attribuire grande importanza al provvedimento. Ribadendo contestualmente la necessità di approvarlo». E invece? Invece niente: se ne riparla dopo il voto per i ballottaggi. E la domanda, così come i dubbi e i sospetti, restano: perché non è possibile esaminarlo prima delle amministrative?

 

 

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