Crisanti: «Troppe balle sull’immunità di gregge. Sì all’obbligo di mascherina Ffp2 sui trasporti»

giovedì 25 Novembre 15:13 - di Mia Fenice
Crisanti

«L’obbligo di mascherina all’aperto? Non saprei se è una mancanza non averlo ancora previsto» a livello nazionale. «Ma una cosa posso assicurarla: mettere l’obbligo di mascherina Ffp2 nei trasporti, questo sì che avrebbe avuto più effetto di tutto». Ne è convinto il virologo Andrea Crisanti, che commenta così all’Adnkronos Salute la scelta di un numero sempre più alto di Comuni, tra cui Milano, che si avviano verso il ripristino dell’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, in particolare nei centri storici, per ridurre il rischio di contagio Covid nelle folle dello shopping natalizio.

Crisanti: «Mascherina Ffp2 nei trasporti»

Per il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova quello che avrebbe più effetto è invece l’utilizzo delle mascherine Ffp2 sui mezzi pubblici, luoghi particolarmente esposti, vista la vicinanza e il contatto obbligato fra le persone. L’imposizione della mascherina all’aperto può in ogni caso aiutare? «Ovviamente dipende dalla situazione, se c’è un assembramento oppure no».

«Il destino del Natale dipenderà dalle terze dosi»

Il decreto che aggiorna le misure anti-Covid basterà a salvare il Natale? «Alcune misure sono in linea teorica ragionevoli, altri punti critici non sono stati toccati. La verità è che il destino del Natale 2021 dipenderà dal numero delle terze dosi» di vaccino anti-Covid. «Possiamo fare tutti i decreti del mondo, ma sono pezze calde se le terze dosi non viaggiano. La vera differenza la fanno i vaccini». La verità, riflette, «è che tutto questo non sarebbe accaduto se avessimo cominciato a fare subito le terze dosi, ma ci hanno raccontato la balla che avremmo raggiunto l’immunità di gregge. A questo punto la domanda è: dove sta questa immunità di gregge che avremmo dovuto raggiungere a settembre?».

Sulla durata del Green pass

Crisanti esprime anche qualche dubbio sulla durata del Green pass. Per il virologo l’ideale era allinearne la validità ai sei mesi ritenuti soglia critica per il calo di protezione dei vaccini. E in ogni caso, osserva l’esperto, «fra vaccinati della prima ora e persone che usavano i tamponi» come lasciapassare, «una buona parte di popolazione ora rischia di non avere il pass. Va considerato anche che i vaccinati da meno di sei mesi sono pochissimi. Si torna quindi al punto di partenza: la chiave sono le terze dosi e dobbiamo puntare ad accelerare su questo fronte». C’è poi la misura che estende l’obbligo di vaccino anti-Covid a nuove categorie. Un passo avanti? «Non per salvare il Natale – risponde il virologo – ma per far vaccinare persone».

 

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