Sette deputati (ex 5S) contro il Green Pass: «È uno strumento inadeguato contro il contagio»

mercoledì 24 Novembre 18:09 - di Giorgia Castelli
green pass

Ricorso di sette deputati di Alternativa, ex 5S, contro l’obbligo di certificazione verde per accedere alla Camera. I due punti salienti del ricorso riguardano innanzitutto, la lesione delle prerogative del parlamentare che ha il “diritto di poter esercitare il mandato ricevuto dal corpo elettorale”. E poi c’è anche un’altra motivazione: per i ricorrenti il green pass non serve a prevenire il contagio. Ventotto pagine in tutto che domani saranno all’esame del Consiglio di Giurisdizione di Montecitorio.

Sette deputati contro il Green Pass

I sette ricorrenti sono Pino Cabras, Raffaele Trano, Emanuela Corda, Francesco Forciniti, Paolo Giuliodori, Arianna Spessotto, Andrea Vallascas. I parlamentari di Alternativa, ex 5S, hanno fatto un doppio ricorso. «Uno agli organi della Camera per quanto riguarda noi parlamentari e uno alla Corte costituzionale per tutti i lavoratori», spiegava ieri Trano all’Adnkronos. I ricorrenti, assistiti dagli avvocati Ugo Mattei, Mattia Crucioli, Giovanni Olivieri e Marco Petrone, «con il presente ricorso, promuovono conflitto di attribuzioni tra poteri per affermare il loro diritto di poter esercitare il mandato parlamentare ricevuto dal corpo elettorale», si legge nel documento visionato dall’Adnkronos.

«Misura inidonea e inadeguata»

Nel ricorso oltre alle motivazioni di ordine costituzionale, vengono riportate anche altre considerazioni. Si legge nel testo: «L’obbligo generalizzato del Green Pass, stando alle acquisizioni scientifiche più recenti e attendibili, così come attualmente congegnato, costituisce misura inidonea e inadeguata al raggiungimento della finalità di prevenzione della diffusione del virus Sars-Cov-2, un sacrificio eccessivo del diritto alla salute e all’autodeterminazione di chi non può o non vuole sottoporsi all’inoculazione del vaccino, che costituisce il mezzo principale per conseguire il green pass».

E infine. Unico modo per superare «le lesioni alle attribuzioni dei ricorrenti denunciate con il presente ricorso» sarebbe quelle di stabilire che «il Green Pass sia rilasciato solo a seguito dell’esito negativo di un tampone praticato a una persona senza sintomi; il che – tuttavia – come detto, non è, essendo esso concesso anche ai vaccinati (e ai guariti), capaci tuttavia di contagiare».

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