“A morte Fedriga” e “Polizia assassini di Stato”: insulti e minacce No Vax apparsi su un muro di Osoppo

venerdì 26 Novembre 8:57 - di Lorenza Mariani
Fedriga

«A morte Fedriga», e «Polizia assassini di Stato»: è questo, affidato a due scritte che ieri campeggiavano sul muro di un edificio abbandonato di Osoppo, il messaggio minatorio indirizzato al governatore del Friuli Venezia Giulia e le offese agli agenti. Due brevi frasi che esprimono in poche parole l’odio sociale, l’aggressività dilagante e la vigliaccheria di chi, in un momento critico come quello che il Paese sta attraversando, continua a screditare e ostacolare il percorso della scienza e il lavoro degli amministratori locali in funzione anti-Covid.

Scritte sul muro di Osoppo: offese e minacce contro Fedriga e polizia di Stato

Ed è proprio il primo cittadino di Osoppo, Luigino Bottoni, a ribadire il concetto. E a diffondere la notizia dello sfregio vergato sul muro. E, tramite il proprio profilo Facebook, a postare per i suoi follower le foto relative alle ingiurie e alle minacce contro Fedriga e la polizia di Stato, commentando a corredo della denuncia pubblicata online: «In questo momento di difficoltà le persone dovrebbero pensare a unire. Risolvere e trovare soluzioni», sottolinea il sindaco. «Invece – prosegue nel post Bottoni – esplode sempre di più l’odio ingiustificato e ingiustificabile. Questo non è tollerabile nella forma più assoluta. Il comune di Osoppo sporgerà denuncia per questi imbrattamenti ingiuriosi».

Da Salvini solidarietà e indignazione: «Insulti vergognosi a governatore e agenti»

Immediata la solidarietà bipartisan scattata nei confronti dei bersagli centrati nel mirino degli odiatori. A partire dal messaggio espresso dal leader della Lega Matteo Salvini. Il quale, commentando le scritte comparse su un muro ad Osoppo, su Twitter ha postato: «Insulti vergognosi alla Polizia e minacce di morte al governatore leghista del Friuli Venezia Giulia. A Massimiliano Fedriga e alle Forze dell’Ordine la mia solidarietà». Anche il Gruppo della Lega nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha espresso contestualmente in una nota massima solidarietà e vicinanza al Presidente del Friuli e alla Polizia di Stato, siglando, nero su bianco, indignazione e sconcerto.

La solidarietà del Gruppo della Lega nel Consiglio regionale del FVG

«Sosteniamo fermamente l’azione del nostro governatore Massimiliano Fedriga a tutela della salute pubblica. Siamo dalla parte di chi, ogni giorno, si impegna per salvare vite umane e cerca di tutelare le nostre attività. Condanniamo con forza questi atti vandalici e i toni ingiuriosi di una minoranza che, con le minacce, non fermerà di certo la battaglia della scienza contro il Covid. Quanto accaduto a Osoppo è inaccettabile. Grave. Preoccupante. E ferisce i principi stessi della democrazia».

Consiglieri Fdi solidali con Fedriga e Polizia: «Serve una condanna unanime»

E «piena solidarietà al presidente Fedriga e alla Polizia di Stato, per le frasi ingiuriose scritte dai soliti imbecilli in quel di Osoppo», è quanto dichiarano in una nota i consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia Claudio Giacomelli, Alessandro Basso e Leonardo Barberio (Fratelli d’Italia), che hanno sanzionato il grave episodio delle minacce e degli insulti apparsi su un muro presso il vecchio poligono di Osoppo. «È necessario che da tutte le forze politiche giunga una condanna unanime – sottolineano gli esponenti di Fratelli d’Italia – nei confronti di chi ha rivolto minacce di morte al nostro presidente. E frasi ingiuriose nei confronti della Polizia di Stato. Un simile clima d’odio, che sta prendendo sempre più piede nel nostro Paese, non è più tollerabile».

«Atti vigliacchi come questi vanno perseguiti e condannati senza se e senza ma»

Infine, anche il capogruppo del Pd nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Diego Moretti, facendo riferimento all’attacco ingiurioso di Osoppo ha parlato di gesto «riprovevole e inaccettabile». E dopo aver espresso solidarietà ai destinatari del messaggi minacciosi. E la ferma convinzione che il dibattito e il confronto aperto, anche nella diversità delle opinioni, siano l’unica strada percorribile, Moretti ha aggiunto e concluso: «Atti vigliacchi come questi vanno perseguiti e condannati senza se e senza ma. Siamo stanchi di questo clima di odio. Generato sicuramente da una minoranza che non conosce altro modo per esprimersi che le minacce violente».

 

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