Minaccia il suicidio appesa a 80 metri dal suolo: carabiniera salva una donna dopo 4 ore di trattativa

martedì 5 Ottobre 14:17 - di Davide Ventola
carabiniera

Quasi quattro ore di trattativa e alla fine, con il dialogo e le parole, toccando le corde giuste, una carabiniera di Belluno è riuscita a far desistere una donna dal tentativo di togliersi la vita gettandosi da un ponte a Perarolo di Cadore.

La carabiniera ha condotto una trattativa serrata

«Con le gambe a penzoloni – racconta il Corriere delle Alpi – su un ponte di tipo tibetano di una strada forestale che unisce i due lati di un canalone profondo più di 80 metri. Sono le 8 del mattino quando il 112 riceve una telefonata da Perarolo di assoluta urgenza. Non c’è dubbio su quali possano essere le intenzioni della donna.  La prima pattuglia della Compagnia di Cortina d’Ampezzo a giungere sul posto è composta da un graduato esperto e da un giovane carabiniere donna; è stata lei ad avvicinarsi alla disperata». 

La carabiniera Martina Pigliapoco della stazione San Vito di Cadore, racconta all’Adnkronos quei momenti drammatici finiti con una “gioia immensa, indescrivibile. Mi sono sentita veramente utile nel fare questo lavoro e orgogliosissima di averla aiutata”.

L’aspirante suicida è una giovane madre di tre figli

A segnalare la situazione di pericolo di una donna, che aveva scavalcato il ponte e stava per buttarsi nel vuoto, sono stati alcuni passanti. Una volta sul posto, la carabiniera Martina Pigliapoco si è resa conto che la situazione non era affatto semplice: “La trattativa è durata quasi quattro ore. E’ stata un’opera di convincimento, poi, a un certo punto, ho capito che le figlie erano il punto cardine, la donna ha fatto una chiamata al marito. A quel punto si è sbloccata la sua situazione psicologica, mi ha parlato di sé, dei suoi problemi, principalmente economici”.

“Ha lasciato che mi avvicinassi, con il dialogo l’ho convinta a tornare sui suoi passi”, racconta ancora la carabiniera eroe. “E’ stata molto riconoscente – sottolinea – Ha capito l’errore e mi ha ringraziato, insieme alla sua famiglia, in tutti i modi”. “Ho provato una gioia immensa e indescrivibile, mi sono sentita veramente utile nel fare questo lavoro e orgogliosissima di averla aiutata”, conclude.

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