Ddl Zan, Sasso: «Pd e sinistra senza limiti. La propaganda gender non deve entrare nelle scuole»

martedì 26 Ottobre 9:41 - di Eleonora Guerra
ddl zan

«Bisogna lasciare in pace i bambini, lo dico da pedagogista». Mentre al Senato si riapre la discussione sul ddl Zan, il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, promette battaglia contro l’introduzione dell’ideologia gender nelle scuole, uno dei punti più controversi anche della legge. «Va bene la lotta alle discriminazioni, ma propagandare la fluidità di genere per ragioni ideologiche o commerciali è inaccettabile: giù le mani dai bambini», è l’avvertimento dell’esponente leghista, che comunque confida nel fatto che sul ddl Zan «prevalga il buonsenso», che pure si rintraccia nelle «sensibilità diverse» presenti in ogni partito.

Un’offensiva ideologica e commerciale

Sasso, intervistato da Francesco Borgonovo su La Verità, ha ricordato a più riprese che dire no alle derive ideologiche del ddl Zan non significa non voler combattere le discriminazioni. Per quello, ha sottolineato, la scuola è già in possesso di tutti gli strumenti necessari. «Qui le discriminazioni non c’entrano niente. C’è un’offensiva che è dovuta a motivi ideologici oppure commerciali. Nessuno vuole minimizzare fenomeni odiosi come la discriminazione, il bullismo o gli atti di violenza nei confronti della comunità Lgbt, ma qui – ha chiarito Sasso – stiamo parlando di un’altra cosa».

L’allarme sui «ragazzi di 10 anni» che finiscono «dallo psicologo»

Il punto è che «a 10-12 anni non si ha ancora la necessaria consapevolezza per affrontare determinati temi ed è facile rimanere disorientati e acuire il conflitto generazionale con le mamme e i papà. Le famiglie devono trovare nella scuola un alleato e non un amplificatore di queste teorie». Le quali, ha ricordato ancora Sasso, sono già ampiamente propagandate da tutto un ampio sistema mediatico, che «bombarda» bambini e ragazzi. «Tutto il sistema mediatico tende dalla stessa parte. Ormai – ha sottolineato il sottosegretario – basta esprimere un dubbio sull’ideologia Lgbt per essere tacciati di omofobia. A ogni livello, ovunque, si tenta di incentivare il disorientamento. Vedo ragazzi di 10 anni che finiscono dallo psicologo per questo. Le famiglie sono molto in difficoltà. È molto dura per i genitori competere con il resto del mondo che dà per acquisite certe teorie. È per questo che vorrei che la scuola fosse lasciata in pace, e spero in un’alleanza tra famiglie e educatori».

Il ddl Zan e l’assalto senza limiti di Pd e sinistra

Invece, «al Pd e alla sinistra italiana non basta più che ogni giorno i nostri figli vengano bombardati attraverso i social dal pensiero unico sulle teorie di genere». «Vip e influencer si fanno quotidianamente paladini di una narrazione che esalta la mancanza di una precisa identità sessuale, il percepirsi a tutti i costi come “fluidi”», ha ricordato Sasso, sottolineando che «hanno praticamente già vinto la battaglia culturale». Ma per gli ideologi del gender non basta: «Ora si prova anche l’assalto all’ultimo baluardo che cerca di resistere a questa folle ideologizzazione: la scuola».

Sasso contro il ddl Zan: «Nella scuola la propaganda non deve entrare»

«Nella scuola la propaganda non deve entrare. Da padre e poi anche da sottosegretario mi opporrò con tutte le mie forze a questo tentativo subdolo di infiltrare le nostre istituzioni scolastiche», ha avvertito ancora Sasso, per il quale quando i bambini e i ragazzi «saranno più grandi avranno tutta la libertà di seguire i propri orientamenti». Sasso comunque confida che il ddl Zan non passi, perché «non voglio immaginare che venga sdoganata la propaganda istituzionalizzata, sarebbe un punto di non ritorno». Se invece dovesse accadere, «useremo tutti gli strumenti democratici, costituzionali e parlamentari per impedire prevaricazioni e derive ideologiche».

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