Covid, continuano a scendere contagi e morti. Minelli: «Sulla terza dose non correre troppo»

lunedì 4 Ottobre 19:00 - di Natalia Delfino
terza dose

Sono 1.612 i nuovi casi di Coronavirus in Italia e 37 i morti, secondo i dati del ministero della Salute sulla situazione del contagio. Ieri i nuovi contagi erano stati 2.968, mentre 33 i morti. Dunque, prosegue la discesa della curva epidemica, sebbene il tasso di positività oggi sia leggerissimamente in rialzo: dall’1,03% di ieri all’1,31% di oggi, su 122.214 tamponi. In lieve crescita anche i ricoveri, mentre dopo il via libera dell’Ema alla terza dose di vaccino continua il dibattito su quali siano i soggetti cui somministrarlo.

Ricoveri in lieve crescita

I pazienti ricoverati con sintomi oggi sono 3.032, vale a dire 41 in più rispetto a ieri. Aumentano anche i posti occupati in terapia intensiva, dove oggi si si contano 437 persone, che corrispondono a 6 in più di ieri. Gli attualmente positivi oggi in Italia sono 92.096, ovvero 871 in meno di ieri. I guariti nelle ultime 24 ore sono stati 2.446, che portano il totale da inizio pandemia a 4.460.482. Le vittime, invece, sono state in totale 131.068, su un numero di contagiati da inizio emergenza pari a 4.683.646 persone.

I dati del Covid regione per regione

Analizzando il dato dei contagi regione per regione si vede che il territorio più colpito è l’Emilia Romagna, con +244 casi, seguita dal Lazio con +240 e dalla Sicilia con +183. Ci sono poi Veneto (+181); Campania (+163); Toscana (+131); Lombardia (+106); Piemonte (+78); Calabria (+72); Puglia (+64); Liguria (+38); Sardegna (+36); Friuli-Venezia Giulia (+19); Marche (+18); Abruzzo (+14); Umbria (+10); Provincia autonoma di Bolzano (+9); Basilicata (+6); Provincia Autonoma di Trento: +4; Molise (+2); Valle d’Aosta (+1).

L’immunologo Minelli: «Non correre sulla terza dose»

Intanto prosegue il dibattito sulla terza dose, dopo il via libera dell’Ema. Per l’immunologo Mauro Minelli è il caso di «non correre troppo» sulla somministrazione «generalizzata». «Ero più d’accordo con la cautela della Fda, una dose di richiamo solo ad alcune categorie», ha aggiunto Minelli, chiedendosi «perché non aspettare di capire, sulla base dell’evoluzione epidemiologica e dell’arrivo di nuovi vaccini, se fare un richiamo o una dose booster con questi vaccini o con altri aggiornati. E anche su fare questo richiamo per tutti una volta l’anno o ogni sei mesi ci sono ancora sviluppi da capire bene». «Suggerirei – ha quindi aggiunto l’immunologo – di verificare cosa accadrà nei prossimi mesi e poi di decidere. Nei Paesi poveri la stragrande maggioranza della popolazione non è vaccinata. Noi ci proteggiamo con la terza dose, ma – ha concluso Minelli – se lì il serbatoio del virus rimane aperto è difficile pensare di essere al sicuro qui con una terza dose generalizzata».

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